Io Tarzan, tu Jane
Per seguitare un’iniziativa di lungo periodo iniziata qualche giorno fa, oggi propongo la lettura di un libro un po’ datato, ma tuttora molto efficace. Si tratta di Io Tarzan, tu Jane di Piergiorgio Paterlini, edito da Zelig nel 1995 e riproposto nel 2003 con il titolo di Manuale di educazione sessuale per gay ed etero.
La trattazione parte con alcune pagine dedicate all’impianto teorico, sulla base del quale prosegue l’intero testo. I tre assunti fondamentali che Paterlini fissa sono:
- Oggetto del desiderio sessuale/amoroso. L’oggetto del desiderio è la persona che ci piace, che desideriamo, di cui ci innamoriamo (orientamento sessuale). Se è dello stesso sesso, siamo omosessuali, se se è dell’altro sesso, siamo eterosessuali (il discorso sulla bisessualità, Paterlini lo affronta in modo diverso, molto articolato, ma allo stesso tempo molto semplice)
- Identità di genere. Ovvero, come ci si sente interiormente, se maschio o femmina. Si tratta di una percezione di se immutabile, un convincimento intimo e radicato, ma che può essere “ballerina” e presentare qualche momento altalenante. Per la maggioranza delle persone, è quasi banale sapere che, essendo in un corpo maschile, la loro identità di genere è quella maschile; viceversa per le femmine (ad es. i travestiti, che tenderebbero ad assumere temporaneamente un’identità di genere femminile, o i bisessuali che Paterlini definisce eterosessuali esclusivi, con un’identità non perfettamente stabile).
- Comportamenti o pratiche sessuali. Di carattere mutevole, i comportamenti sessuali si possono definire semplicemente dicendo che sono quello che una persona fa in campo sessuale, ovvero quali azioni compie in merito alla sfera sessuale.
Quindi, in sostanza, Paterlini basa il suo manualetto sulla tripartizione:
- Quale compagno sceglie una persona (oggetto del desiderio)
- Ciò che una persona sente di essere (identità di genere)
- Ciò che una persona fa quando fa sesso (comportamento sessuale)
Bene, questo è tutto, per saperne di più, l’invito è a leggere!
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Fà piacere che certi argomenti vengono presi in considerazione anche dagli scrittori. A volte, quando si sentono certi interventi nelle trasmissioni sembra di vivere nel passato più lontano
ciao innovatel e grazie per la visita. mi fa piacere che trovi questi temi interessanti, dato che come dici proprio tu, la vasta e diffusa ignoranza è proprio alla base delle più diffuse “fobie” sociali e del clima di odio e disprezzo che esse generano e qualcuno strumentalmente utilizza per i propri fini.
L’altro giorno ascoltavo una radio e ci sono rimasto male … si parlava di omosessualità e di persone che si identificano come tali. Nulla di male come argomento, anzi fortuna che qualcuno tratta queste tematiche. Il problema è che veniva usata di continuo la parola “gay” e sinceramente non ho capito con che tonalità veniva usato
Io sono una persona etero, ma ho amici che non lo sono e questo NON mi crea il minimo problema. Siamo liberi di avere le nostre idee e pensieri … ed il mio rapporto con questi amici non è proprio cambiato per nulla.
Quello che non concepisco è appunto le “fobie sociali” che gente si fà su questa tematica. SONO PERSONE ESATTAMENTE IDENTICHE A NOI!
Ciao innovatel. Se non erro il termine gay è stato scelto proprio dalla comunità omosessuale maschile per identificarsi. Se non ricordo male è stato coniato per la prima volta negli Stati Uniti. Quindi il suo uso, in un contesto corretto, dovrebbe essere corretto. Ma anche a me non piace troppo l’uso di etichette per classificare le persone. Sai mi interrogo molto anch’io sulle cause della omofobia ed ho notato che proprio l’amicizia con persone omosessuali gioca un ruolo chiave nell’assenza di omofobia. Ho osservato che la maggior parte dei miei colleghi, che non hanno amicizie GLBTQE, sono semplicemente “tolleranti”. Ne conosco solo uno, cattolico estremista, che vorrebbe una santa inquisizione contro gli omosessuali. Tieni conto però che chi nasce, trova già e viene educato da una società diffusamente omofoba, inutile nasconderlo. Invece due miei colleghi che hanno amicizie GLBTQE inorridiscono come te di fronte al pur minimo pregiudizio. Quindi sembrerebbe che l’ignoranza stia alla base di ogni fobia contro ogni minoranza ed il suo contrario, l’istruzione, stia alla base della cessazione di tali negatività. Beh credo di avere scoperto l’acqua calda.
.Ciao e a presto.
marcello ed innovatel, desidero ringraziarvi per la vostra presenza su queste pagine e per i vostri contributi di riflessione, che costituiscono per me motivo di gioia, poiché provengono da persone che possono offrire una visione “da un’altra prospettiva”, utilissima in un dibattito che rischia di essere monopolizzato solo dai diretti interessati.