I cattolici meritano di potersi sposare?

Il libro di Gastaldi/D’Agostino che ho citato nel precedente post (Gay: diritti e pregiudizi), contiene una breve appendice dedicata ad uno spassoso e paradossale (sicuro che è paradossale?) testo pubblicato il 18 ottobre 2004 in un blog spagnolo che ha fatto il giro del mondo e dei blog, trasformato in una specie di manifesto, tradotto al plurale. Si trattava, all’origine, di un post molto ironico, che fu pubblicato nel periodo in cui in Spagna si introducevano i matrimoni anche per gli omosessuali. Le versioni in italiano che girano sono tutte al plurale e si perdono alcune sottigliezze; con quelle quattro parole di spagnolo che so e un po’ di buon senso, gli ho ridato il suo aspetto originario.

Oggi più che mai attuale in Italia, sebbene lontana dall’evoluzione della Civilissima Spagna, mi sembrava interessante dargli nuova luce e altro spazio.

Matrimonio e cattolici

In linea con la rilevanza sociale che attualmente riveste la questione della modifica della legislazione spagnola in tema di matrimonio (N.d.T. introduzione del matrimonio per le coppie omosessuali) e della posizione dei cattolici esprimo la mia posizione sul mio blog:

Sono completamente favorevole a consentire al matrimonio tra cattolici

Ritengo un’ingiustizia ed un errore cercare di impedirlo.

Il cattolicesimo non è una malattia. I cattolici, nonostante a molti non piacciano o possano sembrare strani, sono persone normali e devono godere degli stessi diritti della maggioranza, come fossero, ad esempio, informatici od omosessuali.

Sono cosciente che molti comportamenti e aspetti del carattere delle persone cattoliche, come la loro abitudine a demonizzare il sesso, possono sembrare strani. So che a volte potrebbero emergere questioni di sanità pubblica, a causa del loro pericoloso e deliberato rifiuto all’uso dei profilattici. So anche che molti dei loro costumi, come l’esibizione pubblica di immagini di torturati, possono dare fastidio a taluno. Sebbene ciò risponda più a un’immagine mediatica che alla realtà, non è un buon motivo per impedire loro di sposarsi.Alcuni potrebbero argomentare che un matrimonio tra cattolici non è un vero matrimonio, perché per loro si tratta di un rito e di un precetto religioso assunto davanti al loro Dio, anziché di una unione tra due persone. Inoltre, dato che i figli nati fuori dal matrimonio sono pesantemente condannati dalla Chiesa, qualcuno potrebbe ritenere che permettere ai cattolici di sposarsi incrementerà il numero di matrimoni causati da motivazioni sociali (“cosa dirà la gente?”) o per la semplice ricerca del sesso (proibito dalla loro religione fuori dal matrimonio), causando un aumento dei casi di violenza familiare e del numero delle famiglie disgregate. Ma d’altra parte bisogna ricordare che questo non riguarda solo le famiglie cattoliche e che, siccome non possiamo metterci nella testa degli altri, non possiamo giudicare le loro motivazioni.

Inoltre, negare che sia matrimonio e che si dovrebbe chiamarlo in altro modo, non è che la forma, invero un po’ meschina, di sviare la discussione su questioni semantiche del tutto fuori luogo: anche se tra cattolici, un matrimonio è un matrimonio e una famiglia è una famiglia!

E con questa allusione alla famiglia, passo all’altro tema incandescente, sul quale spero che la mia opinione non sia troppo radicale: sono anche favorevole a consentire ai cattolici di adottare dei figli.

Qualcuno si potrà scandalizzare davanti ad un’affermazione simile. È probabile che vi sia chi risponderebbe con affermazioni come: “Cattolici che adottano figli?!? I bambini potrebbero diventare cattolici!”.

A queste critiche rispondo: sebbene sia vero che i figli di cattolici hanno molte più probabilità di diventare a loro volta cattolici (a differenza, ad esempio, di quanto accade nell’informatica o con l’omosessualità), ho già detto in precedenza che i cattolici sono persone come tutti.

Nonostante le opinioni di qualcuno e alcuni indizi, non ci sono prove evidenti che dimostrino che i genitori cattolici siano meno preparati di altri a educare figli, né che l’ambiente religiosamente orientato di una casa cattolica abbia un’influenza negativa sul bambino.

Sono i tribunali competenti che giudicano ogni caso singolarmente ed il loro compito è proprio di determinare l’idoneità dei genitori adottivi.

In definitiva, nonostante le opinioni di alcuni settori, credo che si dovrebbe consentire ai cattolici sia il matrimonio sia l’adozione.Esattamente come accade per gli informatici e gli omosessuali.

4 Commenti

  1. Commento di Lorenzo on Giovedì 6 Marzo 2008 7:49

    L’anno scorso ne avevo pubblicata una traduzione anch’io, sul mio blog… e che io traduca dallo spagnolo è cosa pochissimo seria!
    Hai fatto benissimo a ripubblicare questo pezzo di bravura, più passa il tempo più sembra scritto ieri!!!

  2. Commento di clark kent on Giovedì 6 Marzo 2008 10:39

    ottimo..complimenti davvero!!

  3. Commento di grazia on Venerdì 7 Marzo 2008 1:14

    Veramente geniale! Ironia ai massimi livelli! Ma perchè anche gli informatici? E se hai voglia di altre cose spagnole, anche non trattando dei tuoi temi quotidiani, consiglio di vedere su Youtube gli spot pubblicitari di COMPLOT (scuola spagnola per creativi), quelli che in Italia nessuno farà mai perchè troppo ironici e “scorretti” (nessuno in Italia farebbe vedere una ragazzina che molla calci a uno steso per terra).

  4. Commento di stratex on Venerdì 7 Marzo 2008 6:00

    eh eh… grazia, dovresti conoscere gli informatici, o almeno averci in qualche modo avuto a che fare nel tuo passato, per sapere che sono una categoria decisamente a parte. soprattutto se sono anche ingegneri…
    darò senz’altro uno sguardo alle idee di COMPLOT… figurati se mi faccio scappare un suggerimento simile!

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