Da qualche tempo, ho il piacere di collaborare con un gruppo di persone “illuminate”. Con esse, dopo un momento di riflessione, analisi e dibattito è maturata la volontà di dare corpo ad un’entità associativa che metta al centro della sua attività il riconoscimento e la tutela dei diritti delle persone che vivono una sessualità ed un’affettività discriminate sul piano sociale, politico e giuridico. Da una serie di incontri e di assise comuni realizzate, grazie all’impiego di tutto quello che la tecnologia delle comunicazioni ci ha messo a disposizione per superare le distanze che ci separano territorialmente, è scaturito un manifesto, che abbiamo adottato il 19 gennaio 2008. Adesso stiamo lavorando sul nome, perché il 1° marzo (molto probabilmente a Roma) ci sarà la prima assemblea aperta, in cui i fondatori presenteranno l’idea e si darà corpo a questo nuovo soggetto (tutte le informazioni sono disponibili in questa pagina). A questo evento sono invitati tutti coloro che sono interessati ad una partecipazione diretta.
Ecco qui di seguito il manifesto.
Manifesto
Noi sottoscritti,
riteniamo che l’Amore tra due persone sia un’esperienza fondamentale e caratterizzante della vita di tutti i cittadini al di là di qualsiasi morale o religione. Per questo motivo rivendichiamo un “Amore civile”, che sia posto al centro di leggi che tutelino e garantiscano le istanze e i diritti delle persone che vivono oggi un’affettività ed una sessualità soggette a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche.
Noi sottoscritti,
- Consideriamo la libera espressione della personalità in base al genere, all’identità, ai comportamenti e alle scelte sessuali una condizione essenziale che ciascun Paese dell’Unione Europea laica e democratica deve garantire, impedendo ogni forma di discriminazione e condizionamento
- Siamo consapevoli della rilevanza che i principi di uguaglianza e pari dignità sociale, sanciti dalla Costituzione Italiana, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea e dalle Convenzioni internazionali hanno per il libero e pieno sviluppo delle persone;
convinti di tutto ciò, denunciamo con estrema gravità la situazione italiana.
- In Italia si perpetuano discriminazioni e compressioni dei diritti umani e civili fondate sul genere, l’identità, i comportamenti e le scelte sessuali che compromettono il diritto ad una piena cittadinanza, da parte di chi tali discriminazioni subisce, giacché ai doveri non corrispondono le necessarie tutele da parte dell’ordinamento statuale;
- La sfera affettiva è quella dove le discriminazioni si fanno evidenti e odiose: pur in assenza di un divieto espresso, di fatto in Italia viene impedito l’accesso all’istituto matrimoniale per le coppie formate da persone dello stesso sesso, l’accesso, per le stesse all’adozione e alla fecondazione medicalmente assistita, oltre che il godimento dei diritti genitoriali;
- Non esistono istituti giuridici che riconoscano e tutelino ufficialmente forme di unione familiare diverse da quella fondata sul matrimonio;
- Nonostante i richiami delle istituzioni europee, l’Italia non ha ancora adottato una legislazione in materia di lotta alla discriminazione e alla violenza omofobica e transfobica.
Riteniamo dunque urgente:
- promuovere forme di lotta non violenta per stimolare un dibattito all’interno del nostro Paese sulla necessità di rimuovere odiose forme di discriminazione, sostenendo tutte le iniziative politiche, sociali e culturali che rafforzino la coscienza civile e politica sui temi dei diritti civili;
- creare una rete di informazione per la divulgazione a tutti i livelli delle proposte legislative e dei processi giudiziari per il riconoscimento di nuovi diritti;
- cercare collaborazioni con le realtà che operano per il riconoscimento e l’affermazione dei diritti delle persone che vivono un’affettività e una sessualità soggette a discriminazioni sociali, giuridiche e politiche, per consolidare e appoggiare gli obiettivi comuni, condividendo con gli stessi soggetti aspirazioni inclusive e laiche, fondate sulla parità dei diritti e proprie di un’Europa che già esiste e che anche noi vogliamo.
Inoltre, ci impegniamo:
- a partecipare attivamente ai lavori della Conferenza Permanente per la riforma del Diritto di Famiglia con particolare attenzione alle tematiche lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender);
- a diffondere il Manifesto per l’eguaglianza dei diritti e forme di collaborazione con le associazioni lgbt;
- a collaborare strettamente con l’Avvocatura per i Diritti GLBT – “Rete Lenford”, promuovendone e diffondendone l’attività, tesa a formare professionisti del settore nell’ottica di una cultura dell’azione legale in difesa e promozione dei diritti civili;
- a promuovere forme di collaborazione con l’Associazione Luca Coscioni volte alla promozione della libertà di ricerca scientifica contro i dogmi, gli integralismi e i fanatismi ideologici e religiosi.
FAQ – Frequently Asked Questions
(Grazie a Kaletra, per gli spunti di chiarimento e di riflessione)
- Finanziamento dell’Associazione. L’associazione nasce strettamente collegata la partito radicale per poter usufruire delle sue strutture. Ne consegue che non si devono pagare sede e spese correnti e che le attività saranno finanziate con i contributi dei soci o altre forme che si valuteranno nel seguito, in funzione degli scopi.
- Quali sono gli elementi di novità dell’Associazione? Non si rischia di fare un doppione? Gli elementi di novità che si riscontrano nella proposta che stiamo portando avanti essenzialmente questi:
- I fondatori sono persone che hanno specifiche professionalità (avvocati, professori di diritto, esperti di affari legati alle questioni sociali e dei diritti civili, giornalismo e comunicazione), oppure una posizione di rilievo e visibile nell’ambito delle rivendicazioni GLBT, oppure svolgono attività politica istituzionale. Oppure un misto di queste caratteristiche. L’associazione nasce aperta a chiunque voglia dare un contributo di partecipazione indipendentemente dalla “collocazione” in base alla comunità glbt.
- L’associazione non ha alcuno scopo ricreativo, di accoglimento o di “rifugio”. Lavorerà su piani eminentemente tecnici, approfondendo i temi giuridici legati alle discriminazioni per diffondere una “cultura dei diritti civili” (largamente carente in Italia e non solo dalle nostre parti) e per spingere l’azione istituzionale (formulazione di provvedimenti, iniziativa politica, ecc.). In questo le proposte formative ed informative avranno un ruolo necessariamente centrale, in collegamento con altre realtà che operano in queste direzioni (Rete Lenford, Associazione Coscioni, ecc.). In sostanza, l’associazione si occuperà dei diritti individuali, estendendo la propria area di interesse non solo alle persone glbt, ma a tutti quei soggetti che in forme e modi diversi subiscono discriminazioni sociali, giuridiche e politiche a causa di genere, comportamenti, scelte sessuali: per fare un esempio, si parlerà di sessualità degli anziani e dei portatori di handicap, ovvero di tutela giuridica delle persone intersessuali o asessuali, oltre ai temi tradizionali del pieno riconoscimento dei diritti di unione e di matrimonio, legando l’azione a quella di soggetti esterni al mondo glbt, ma cointeressati.
- Lo scopo principale dell’associazione non è di colmare un vuoto di cultura giuridica (e quindi anche politica e sociale) a beneficio della società civile. Fare elaborazione e cultura giuridica significa entrare nel merito di come i diritti che si rivendicano possono essere affermati e tutelati e svelare dove si annidano le discriminazioni che bloccano un sviluppo concreto ed equilibrato delle persone. Un esempio di possibile area di sviluppo dell’attività: creare un osservatorio sull’attuazione dei diritti, teso ad individuare e portare all’attenzione della società e degli enti competenti (giuridicamente ed amministrativamente) l’applicazione mancata, parziale o scorretta di normative nazionali o europee.



ottimo, butto un occhio al link