Tonache rosse alla riscossa: parte l’offensiva contro l’aborto

In un precedente post dedicato a Veltroni-piglia-tutto accennavo alla necessità di recueprare lo spirito della constestazione degli anni ‘60, la capacità di sparigliare e di mettere in crisi i valori tradizionali per nuove conquiste.

Invece, in discussioni private proprio sul tema dell’ingerenza del Vaticano negli affari dello stato, avevo più volte accennato al fatto che a mio parere da almeno un anno si erano manifestate le avvisaglie di quella che sarebbe stata una controffensiva a tutto campo del Vaticano, per rimettere in discussione tutto il sistema delle norme che toccano gli interessi primari della Curia: salvaguardia della famiglia, tutela della vita dall’istante del concepimento fino alla morte naturale, normativa economico fiscale, moralizzazione del costume, ecc.

Alcuni obiettivi sono stati centrati in pieno, grazie al patto scellerato che lega una cospicua porzione del Parlamento alla curia di Pietro:

  • la massima limitazione dell’applicabilità della fecondazione assistita
  • il blocco di fatto, sul territorio italiano, delle sperimentazioni sulle cellule staminali embrionali
  • il mantenimento delle esenzioni in materia di ICI
  • l’esclusione dei reati di omofobia dal pacchetto straordinario di norme sulla sicurezza dei cittadini
  • il blocco totale di ogni possibilità di dare pieno riconoscimento alle famiglie e alle unioni di fatto

Sicuramente dimentico qualcosa, ma è già molto. Ora, come avevo già immaginato ai tempi del referendum sulla fecondazione assistita, l’offensiva passa sull’aborto. La prossima tappa sarà il divorzio.

Ma per adesso limitiamoci ai fatti sull’aborto.

Subito dopo l’approvazione della moratoria planetaria sulla pena capitale Giuliano Ferrara ha pubblicato un appello per la moratoria degli aborti, una pena di morte legale, una strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti, come al definisce Ferrara (il testo è anche riportato in calce al post.

Poco importa commentare il contenuto dell’appello di Ferrara, che mi sembra scritto dal MinCulPop e con il quale sono in disaccordo su tutta la linea. Quel che conta sono gli eventi successivi. Infatti, in un recente lancio ANSA (ripreso da Radio Radicale e Corriere della Sera), il famigerato Cardinale Camillo Ruini alza abilmente la palla lanciata da Ferrara: «… dopo il risultato felice ottenuto riguardo alla pena di morte è molto logico richiamare il tema dell’aborto e chiedere una moratoria quantomeno per stimolare, risvegliare le coscienze di tutti, per aiutare a rendersi conto che il bambino in seno alla madre è davvero un essere umano e che la sua soppressione è inevitabilmente la soppressione di un essere umano. In secondo luogo si può sperare che da questa moratoria venga anche uno stimolo per l’Italia, quantomeno per applicare integralmente la legge sull’aborto che dice di essere legge che intende difendere la vita, quindi applicare questa legge in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita e forse, a 30 anni ormai dalla legge aggiornarla al progresso scientifico che ad esempio ha fatto fare grandi passi avanti alla sopravvivenza dei bambini prematuri. Diventa veramente inammissibile procedere all’aborto ad una età del feto nella quale egli potrebbe vivere anche da solo».

Ed ecco che, subito dopo l’alzata del Perfido Ruini, la Falange Crociata in Parlamento trova un autorevolissimo appoggio, che schiaccia il servizio del Cardinale. Bondi, coordinatore di ciò che resta di Forza Italia, esprime piena concordanza con le parole del cardinale Camillo Ruini. Sandro Bondi dichiara in una nota di raccogliere la richiesta titolo personale, ma con la convinzione di dover rappresentare le ragioni dei laici come dei credenti di Forza Italia, uniti dalla difesa della dignità della persona e del valore sacro della vita. E’ per questo nobile compito che Bondi ha presentato una mozione parlamentare per “rivedere le linee guida della legge 194, sulla base della necessità di tenere conto delle nuove possibilità tecnologiche che rischiano di inficiarne i principi ispiratori”.

Le elezioni si avvicinano, la mozione sarà presentata e probabilmente approvata in Parlamento con il placet anche del PD. Probabilmente il governo non ne terrà conto, e comunque non avrebbe i tempi tecnici per effettuare la modifica. Ma poco importa. Il segnale è chiaro: se nelle prossime elezioni, come è molto probabile, trionferà la Falange Crociata, non faremo uno, ma molti passi indietro, rispetto alle conquiste che sono state ottenute in passato.

A noi irriducibili laici, laicisti e mangiapreti (non tutti!), non resterà che dedicarci alla pallavolo, sperando di emulare l’abilità di gioco di Ferrara, Ruini e Bondi.

Appello, ora la moratoria per l’aborto

Editoriale di Giuliano Ferrara, 20/12/2007.
C’è anche una pena di morte, legale, che riguarda centinaia di milioni di esseri umani. Le buone coscienze che si rallegrano per il voto dell’Onu ora riflettano sulla strage eugenica, razzista e sessista degli innocenti

Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all’Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi, concepiti nell’amore o nel piacere e poi destinati, in nome di una schizofrenica e grottesca ideologia della salute della Donna, che con la donna in carne e ossa e con la sua speranza di salute e di salvezza non ha niente a che vedere, alla mannaia dell’asportazione chirurgica o a quella del veleno farmacologico via pillola Ru486.
Questi esseri umani ai quali procuriamo la morte legale hanno ciascuno la propria struttura cromosomica, unica e irripetibile. Spesso, e in questo caso non li chiamiamo “concepiti” ma “feti”, hanno anche le fattezze e il volto, che sia o no a somiglianza di Dio lo lasciamo decidere alla coscienza individuale, di una persona. Qualche volta, è accaduto di recente a Firenze, queste persone vengono abortite vive, non ce la fanno nonostante ogni loro sforzo, soccombono dopo un regolare battesimo e vengono seppellite nel silenzio. La pena di morte per la cui virtuale moratoria ci si rallegra oggi è di due tipi: conseguente a un giusto processo o a sentenze di giustizia tribale, compresa la sharia. Sono due cose diverse, ovviamente. Ma la nostra buona coscienza ci induce a complimentarci con noi stessi perché non facciamo differenze, e condanniamo in linea di principio la soppressione legale di un essere umano senza guardare ai suoi motivi, che in qualche caso, in molti casi, sono l’aver inflitto la morte ad altri. Bene, anzi male. Il miliardo e più di aborti praticati da quando le legislazioni permettono la famosa interruzione volontaria della gravidanza riguarda persone legalmente innocenti, create e distrutte dal mero potere del desiderio, desiderio di aver figli e di amare e desiderio di non averli e di odiarsi fino al punto di amputarsi dell’amore. E’ lo scandalo supremo del nostro tempo, è una ferita catastrofica che lacera nel profondo le fibre e il possibile incanto della società moderna. E’ oltre tutto, in molte parti del mondo in cui l’aborto è selettivo per sesso, e diventa selettivo per profilo genetico, un capolavoro ideologico di razzismo in marcia con la forza dell’eugenetica. Rallegriamoci dunque, in alto i cuori, e dopo aver promosso la Piccola Moratoria promuoviamo la Grande Moratoria della strage degli innocenti. Si accettano irrisioni, perché le buone coscienze sanno usare l’arma del sarcasmo meglio delle cattive, ma anche adesioni a un appello che parla da solo, illuministicamente, con l’evidenza assoluta e veritativa dei fatti di esperienza e di ragione.

6 Commenti

  1. Commento di filomeno on Mercoledì 2 Gennaio 2008 1:08

    non ti so dire cosa avverrà in Parlamento ma secondo me bisognerebbe discutere del tema senza lasciarlo in mano a Ferrara e Bondi:

    http://fainotizia.radioradicale.it/2008/01/02/194-e-40-riflessioni-sulla-questione-embrionale

  2. Commento di ingliscprof on Giovedì 3 Gennaio 2008 12:04

    Vorrei far notare un’ingerenza ancora più subdola e sotterranea, l’insegnamento di religione nelle scuole… Ok non è obbligatorio, ma vi posso assicurare che nessuno si ammazza per organizzare attività sostitutive e che alla fine è più comodo per tutti lasciare i figli in classe in quelle ore. Per curiosità ho preso in mano uno dei libri di testo dei ragazzi, tra gli obiettivi segnalo:
    “Individuare l’originalità della speranza cristiana rispetto alla proposta di altre visioni religiose”. Perché dire semplicemente “capire che siamo i migliori” sembrava troppo sfacciato…

  3. Commento di globali on Giovedì 3 Gennaio 2008 12:33

    Io rilancio: moratoria universale dell’ovulazione!
    E qui trovate l’appello alla Binetti, che con il suo voto di castità impedisce a migliaia di ovuli di far sbocciare una nuova vita…
    http://globali.wordpress.com/2008/01/02/per-una-moratoria-dellovulazione-appello-alla-binetti/

  4. Commento di samuelesiani on Giovedì 3 Gennaio 2008 1:47

    L’attacco della Chiesa è da tempo iniziato. E lo si nota dal fatto che tenda sempre a farsi “vittima”. Come il ladro che beccato scappa urlando “AL LADRO”.

    Buon anno, caro amico.

    Resistere testimoniare amare.

  5. Pingback di fiore|blog » Blog Archive » Bagnasco, l’aborto e Ferrara (Giuliano). on Venerdì 4 Gennaio 2008 9:40

    [...] parlano anche Reattivamente, Casperize 6.0, Locanda riformista, Lampi di pensiero, Negroski, Appunti italiani, Yeah! Please flush…, Ma i miei ubriachi non [...]

  6. Commento di Oscar Ferrari on Venerdì 4 Gennaio 2008 9:54

    Rilancio di più: moratoria universale delle eiaculazioni

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