Opus Dei: una nomenclatura

Da macekmuri.blog.siol.netComincio ad avere concreti dubbi sulla coerenza di alcuni uomini politici e sulla reale consistenza delle loro dichiarazioni, soprattutto in tema di laicità.

Quello che segue è il testo integrale di un articolo di Rita Pennarola, pubblicato per la prima volta su La Voce della Campania. Ora, io mi limito a leggere e tirare fuori alcune osservazioni, per cercare di capire se, effettivamente, certi eventi che accadono in Parlamento, apparentemente privi di spiegazioni chiare e semplici, non possano in realtà essere il frutto di logiche “esterne” alla dialettica democratica e ad una trasparenza che dovrebbe essere il punto di partenza di qualunque discorso serio sulle istituzioni.

Riepilogando un po’ dei dati riportati nell’articolo, emerge che:

  • almeno 11 esponenti politici presenti in parlamento sono simpatizzanti dell’Opus Dei (fra essi Cesare Salvi e Massimo D’Alema, all’epoca entrambi dei DS. Il primo oggi è capogruppo di Sinistra Democratica al Senato; il secondo è ministro degli esteri)
  • almeno 5 esponenti politici presenti in parlamento sono ospiti ricorrenti delle iniziative dell’Opus Dei (fra essi spicca Romano Prodi)
  • almeno 4 esponenti politici presenti in parlamento sono sostenitori dell’Opus Dei (fra essi, spiccano la senatrice Binetti e Silvio Berlusconi)
  • almeno 4 esponenti politici presenti in parlamento sono militanti dell’Opus Dei (fra essi, spiccano i senatori Fumagalli Carulli e Dell’Utri)

Quindi, in totale, in Parlamento siederebbero 24 rappresentanti della nazione, in qualche modo legati ad una società segreta straniera, sottoposta al controllo diretto del Capo dello Stato Città del Vaticano. Si tratta in ogni caso di un dato parziale, poiché la lista è vecchia e non tiene conto delle novità intercorse fra l’epoca dell’articolo e oggi. Credo anche che vi possano essere delle persone citate magari per qualche svista e sarebbe interessante sentire che cosa hanno da dire in materia. Soprattutto alcuni senatori.

Opus Dei: La nomenklatura in Italia

Un lavoro eccellente di ricerca, che deve il primo impulso agli amici di Filorosso di Verona. Da leggere nel contesto generale del fenomeno dei cristianisti o teocon, il movimento polimorfo che cerca di sfruttare politicamente e in senso occidentalista la cultura religiosa italiana.

Prendo per validi i dati presentati in questo articolo, comunque sarò felice di concedere il più ampio diritto di replica a tutte le persone citate: ognuno è responsabile delle proprie azioni, ma non di quelle di altri. Non pubblico per demonizzare, ma per informare e - per quanto sia possibile - avvicinarci alla verità.

Questo articolo si può leggere utilmente in associazione ad altri presenti su questo stesso sito, che riguardano:

Questo articolo è comparso in diversi siti - Carmilla OnLine, Disinformazione.it, Comedonchisciotte e Information Guerrilla.

Miguel Martinez

Prove generali di franchismo in Italia. A lanciare l’allarme giusto due anni fa era stata Filorosso, associazione antirazzista veronese collegata col gruppo nazionale di Peacelink. Una grande manifestazione contro l’integralismo cattolico alla base di violenze e razzismo: era questa la proposta di Filorosso, che denunciava apertamente la presenza di un “laboratorio avanzato delle destre”, per mettere a punto le strategie del “nuovo blocco di consenso che va dalla Lega a Forza Italia, da Alleanza Nazionale a Forza Nuova fino agli integralisti cattolici”. “Vogliamo dire con fermezza che oggi nella nostra città - aggiungevano i pacifisti - il fascismo è cosa reale e che a questa educazione al razzismo non sono estranee neppure le alte gerarchie ecclesiastiche, legate ai potentati dell’Opus Dei, che a Verona controlla la maggior parte dell’economia”. Un modello “esportabile in breve tempo anche al di fuori del nostro territorio”. A maggio 2001 quello stesso blocco di potere avrebbe trionfato alle politiche in Italia. A ottobre 2002 il fondatore dell’Opus Dei Josemaria Escrivà de Balaguer, amico e consigliere del dittatore fascista Francisco Franco, viene proclamato santo.

Quanto ha contato e quanto conta oggi la corazzata religiosa di origine spagnola negli assetti di potere del Paese? Ma, soprattutto, fino a che punto arriva la sua trasversalità? Fanno ancora rumore, ad esempio, gli strali lanciati su Massimo D’Alema nelle scorse settimane per la sua partecipazione ufficiale alla santificazione di Escrivà in piazza San Pietro. Una presenza duramente stigmatizzata da Gianni Vattimo e Paolo Flores d’Arcais, e ancor più dallo scrittore Antonio Tabucchi, il quale ricorda in un articolo sul Paìs che proprio quest’anno nelle Asturie sono ricominciate le ricerche delle fosse comuni in cui giacciono i resti di oltre trentamila dissidenti franchisti. E che D’Alema “non poteva non sapere”.
Quella del lider maximo, comunque, è stata una partecipazione tutt’altro che occasionale. L’8 gennaio di quest’anno, infatti, ai festeggiamenti per il centenario dalla nascita del neosanto erano in prima fila pezzi da novanta dell’opposizione come Francesco Rutelli e Cesare Salvi. Con loro, il presidente Rai Antonio Baldassarre, l’opusdeista ‘confesso’ Alberto Michelini, e poi Rocco Buttiglione, Giulio Andreotti, Alfredo Mantovano e il leader della Cisl Savino Pezzotta, tutti habitué di analoghi appuntamenti. Niente di nuovo sotto il sole, comunque, per la famiglia Rutelli, dal momento che il 21 novembre del 2000 - in pieno clima preelettorale - Barbara Palombelli aveva tenuto banco all’Università Santa Croce dell’Opus Dei, nella capitale, per la presentazione del libro di Marta Brancatisano Il Vangelo spiegato a mio figlio. Nessun problema, visto che lo stesso leader della Margherita aveva partecipato all’ inaugurazione in pompa magna di un colosso universitario dell’Opus alle porte di Roma nel giugno dello stesso anno, quando era ancora sindaco della capitale.

MAI DIRE RUI

Fondata nel 1928 a Madrid da monsignor Escrivà ed assurta a prelatura personale (vale a dire che risponde esclusivamente a Giovanni Paolo II) nel 1982, l’Opus Dei rappresenta la più potente multinazionale dell’educazione religiosa e fattura - secondo stime della stampa cattolica dissidente - non meno di 30 milioni di dollari al mese.
Lungo l’asse Spagna-Italia si muove la teoria occulta (sui nomi degli iscritti vige la consegna rigida del segreto) dei circa 84 mila aderenti all’Opus, ripercorrendo così il cammino del fondatore, che dal 1946 si era trasferito nella capitale italiana fino alla morte, avvenuta nel 1975. Suo successore nell’imponente sede pariolina di Palazzo Tevere, in viale Bruno Buozzi, era stato monsignor Alvarez del Portillo, scomparso nel ‘94, cui è succeduto l’attuale prelato Javier Echevarria, 70 anni, madrileno, grande protagonista delle celebrazioni del 6 ottobre scorso per la santificazione di Escrivà.
E al gemellaggio tra le due nazioni si deve anche la presenza costante accanto al pontefice, in qualità di portavoce vaticano, del leader opusdeista spagnolo Joaquin Navarro Valls, ex torero, ex medico, poi giornalista, attraverso cui filtra qualsiasi notizia in arrivo dalla Santa Sede.
Autentico business core dell’Opus è la Fondazione Rui (Residenze Universitarie Internazionali), con le numerose ramificazioni imprenditoriali ad essa connesse nei cinque continenti (dal Faes, la potente associazione di genitori cattolici che gestisce ovunque scuole private per fanciulle, fino ad Elis e Safi, cui fanno capo centinaia di istituti di formazione professionale riconosciuti dal ministero).
Con quartier generale in via Ventuno Aprile, sempre nella capitale, ed una seconda roccaforte a Milano in via Mascheroni, Rui è attualmente diretta da un ingegnere, Alfredo Razzano, opusdeista della prima ora. Fondata a maggio 1959 su iniziativa di imprenditori italiani di grosso calibro, da Piero Lucchini a Fausto Moneta, Rui ha potuto contare fin dall’inizio su centinaia di sostenitori ufficiali tanto nelle fila del Rotary che in quelle dell’Ucid, colosso associativo di imprenditori cattolici che vede attualmente ai suoi vertici i simpatizzanti dell’Opus Alberto Falck e Pierferdinando Casini, presidente della Camera. Sempre nel ‘59, a settembre, la Rui viene già eretta ad ente morale su proposta del ministero della Pubblica Istruzione con il quale, da allora e fino a tutt’oggi, intrattiene uno strettissimo rapporto. Al punto che lo Stato italiano nel 1986 emana un apposito provvedimento per dichiarare deducibili dalle tasse i contributi versati dai privati cittadini alla Rui.
Sono 12 i collegi universitari che promanano direttamente dalla fondazione opusdeista: tre nella capitale (Valle delle Palme, Celimontano ed il recentissimo Porta Nevia sulla Laurentina, che offre alle studentesse bene servizi alberghieri e di tutoraggio in un complesso residenziale dotato di aula magna da 150 posti, cinque sale studi, music room e cappella da 120 posti), due nella postazione strategica di Verona (dove ha sede anche la dinasty dei Blasi, cofondatrice della Rui ed attualmente ai vertici di Cariverona, con Paolo Blasi appena entrato nel cda di Mediobanca), uno a Palermo e Bologna, due a Genova e tre a Milano. Sono le residenze Viscontea, Torrione e, soprattutto, la famosa Torrescalla, mitico tempio del primo sodalizio fra Marcello Dell’Utri e Silvio Berlusconi. “Ho visto Silvio la prima volta all’università Statale di Milano nel ‘61″, raccontava il senatore forzista qualche anno fa. A farli incontrare era stato “un amico comune, Bruno Padula, oggi sacerdote dell’Opus Dei”. Primo organismo nato dall’intesa fu una squadra di calcio: “Silvio era il presidente, io allenavo - ricorda ancora Dell’Utri - e suo fratello Paolo giocava da centravanti”. “Si chiamava - conclude - Torrescalla, dal nome della residenza universitaria dell’Opus dove io vivevo, e dove avevamo messo la sede della squadra”.

SILVIO VORREI CHE TU

Direttore di Torrescalla, che sorge in un parco e dispone di piscina, campi da tennis e palestra, è attualmente Renzo Arborea, coadiuvato da Marco Giorgino ed Antonio Torello. Fra le presenze ricorrenti in occasione di convegni organizzati dalla residenza milanese, spiccano quelle di Umberto Di Capua, numero due di Assolombarda nonché general manager di ABB Italia, ed Ettore Barnabei, ex patron della Rai ed attuale presidente di Lux Video. In prima fila per la santificazione di Escrivà, ma presenza fissa anche in occasione di analoghi appuntamenti per celebrare il fondatore, Bernabei avrebbe già in tasca l’autorizzazione per girare un film sulla vita di Giovanni Paolo II all’indomani della sua scomparsa, grazie alla perfetta intesa con le gerarchie dell’Opus: quelle stesse alte sfere che avrebbero designato da tempo alla successione di Wojtyla il neo cardinale di Milano Dionigi Tettamanzi, altra figura carismatica per i seguaci di Escrivà.
Intanto, chi non dimentica i tempi di Torrescalla è proprio lui, il premier Berlusconi, che all’inaugurazione dell’anno accademico 2001-2002 dell’elitaria location meneghina ha inviato il suo braccio destro Fedele Confalonieri, autore di un lungo intervento sul ruolo della tv privata nella formazione dei giovani all’interno della famiglia. Con lui, al tavolo dei relatori, anche l’ex presidente della Ras Assicurazioni Umberto Zanni e la senatrice Ombretta Fumagalli Carulli, entrambi presenze assidue alle convention opusdeiste da un capo all’altro della penisola. Assente “giustificato” Marcello Dell’Utri, alle prese con i postumi della condanna definitiva (2 anni e 3 mesi di carcere) per false fatturazioni e frode fiscale continuata, e soprattutto invischiato nel processo di Palermo, che lo vede imputato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Di “santa mafia” ha parlato il quotidiano il manifesto a proposito della santificazione di Escrivà, riferendosi al lobbismo della struttura ed in particolare alla segretezza sulle affiliazioni, di cui esiste traccia solo nel sancta sanctorum di Palazzo Tevere, con tanto di schede, foto, qualifica (si va dai numerari, celibi ma laici, ai soprannumerari, fedelissimi sposati e con prole, fino ai soci cooperatori, professionisti di provata fede nell’Opus). In realtà, secondo attenti osservatori, il paragone più calzante sarebbe quello con una “santa massoneria”, dal momento che assai simili, soprattutto dal punto di vista dell’elitarismo di cui è permeato il loro credo, appaiono gli ideali delle due diverse consorterie.
Una riprova arriva dalle dichiarazioni del Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d’Italia Fabio Venzi, secondo il quale “alcuni massoni sono nell’Opus Dei e alcuni membri dell’Opus Dei sono in Massoneria”, anche perché “queste organizzazioni si propongono di raggiungere pressappoco le stesse finalità”. E conclude ammettendo che “esiste un dialogo tra i membri delle due organizzazioni vuoi per semplice amicizia, vuoi per questioni professionali”.
Niente intrecci precostituiti, dunque, ma forti affinità, con percorsi che molto spesso s’incontrano. Nelle segrete stanze del potere. E qualche volta anche alla luce del sole. Succede, ad esempio, durante le kermesse mondano-religiose che costellano la vita dell’Opus e delle sue attività imprenditoriali targate Rui. Fra le quali spiccano altri due incrociatori: il Campus Biomedico e la Pontificia Università della Santa Croce, entrambi nella capitale.

FRATELLO EURO, SORELLA LIRA

Partiamo dal Campus e torniamo subito alla Fondazione Rui nel segno di Vincenzo Lorenzelli, contemporaneamente rettore del primo e presidente della seconda. Chi è Lorenzelli? Il suo nome è rimbalzato in sede parlamentare a fine dello scorso anno, quando è stato nominato presidente di Carige Nuova Vita spa. Al centro della polemica, una questione di incompatibilità all’interno dell’omonimo gruppo bancario, in cui Lorenzelli rivestiva già un’altra importante carica, quella di presidente della Fondazione Carige.
Dell’affiliazione all’Opus Lorenzelli non fa mistero “ma - tiene a precisare in un’intervista a Repubblica - la Prelatura non gestisce il Campus”, anche se “vigila su di esso - aggiunge - offrendo l’assistenza pastorale e l’orientamento dottrinale delle attività formative”.
Senza contare la messe di convegni cultural-mondani, in cui spiccano alcuni fra i più bei nomi dell’imprenditoria nazionale: dal già citato Alberto Falck all’editore Leonardo Mondadori, entrambi presenti al Gran Galà di Villa Sormani Marzorati, organizzato due anni fa dalla contessa Maria Teresa Parea Uva per finanziare le attività universitarie dell’Opus. E ancora, Giancarlo Elia Valori (negli archivi della Loggia P2 fu ritrovato un intero schedario dedicato all’Opus), il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Enrico Garaci, il numero uno Farmindustria Giampiero Leoni e Carlo Caruso, direttore dell’ospedale San Raffaele, tutti partecipanti alla giornata della ricerca, organizzata nel marzo scorso presso la sede del Campus Biomedico. E poi l’ex presidente della struttura, il già nominato Umberto Zanni (cui è succeduto Paolo Arullani, attualmente in carica), il direttore del Tg1 Alberto Del Noce, corso a moderare, giusto un anno fa, il convegno dall’emblematico titolo “Il significato nel dolore nell’insegnamento del Beato Josemaria Escrivà”, e perfino Alberto Sordi che, sfatando la proverbiale fama di tirchio, ha donato parte del terreno su cui è stata edificata una nuova ala del Campus in zona Trigoria, nei dintorni della capitale. A un passo dal quartier generale della Roma presieduta dall’amico Franco Sensi.
Personaggio chiave dell’establishment opusdeista nazionale, Lorenzelli siede anche nel comitato scientifico della Pontificia Università della Santa Croce, sede a Roma in Palazzo dell’Apollinare. Suo Gran Cancelliere è lo stesso prelato dell’Opus Di Javier Echevarria autore, nel luglio scorso, della nomina del reverendo Mariano Fazio, origini argentine, quarantadue anni, a nuovo rettore dell’ateneo. Nelle cui sale, intanto, cresce l’attesa per il prossimo 26 novembre, quando verrà conferita la laurea honoris causa in Teologia al ‘papabile’ per eccellenza: il cardinale Dionigi Tettamanzi.

LA COMPAGINE PARTENOPEA

“Escrivà ci insegnò che la povertà cristiana non coincide con lo squallore e che si può, si deve essere devoti, ma non guasta esserlo con la cravatta giusta, se laici; e, se preti, con eleganti gemelli ai polsini, come sempre fece egli stesso”. Parola di Vittorio Messori, tra i biografi del fondatore più accreditati nelle alte sfere della Prelatura. Un dettato preso alla lettera dai seguaci partenopei, tutti appartenenti alle classi borghesi maggiormente elitarie e facoltose. Noncuranti delle maldicenze sul santo (che, secondo quanto pubblicato di recente da Le Monde Diplomatique, amava “farsi trasportare in una cadillac nera” ed “aveva ottenuto dall’amico Francisco Franco il titolo di marchese di Peralta”), gli adepti nostrani continuano a flagellarsi periodicamente nell’intimo delle mura domestiche.
Non è ancora del tutto scomparso dalle loro case il cilicio: una sorta di busto metallico chiodato da applicare di tanto in tanto nel corso della settimana, a fini di mortificazione della carne, come spiegava a fine anni ‘80 il giornalista Maurizio Di Giacomo nel libro choc Opus Dei edito da Tullio Pironti. Altro precetto in primo piano, l’assoluta esclusione di qualsiasi pratica anticoncezionale, compresi i pochi metodi ammessi dalla chiesa ufficiale. Le loro famiglie sono generalmente popolate da un gran numero di figli, tutti pronti a frequentare, naturalmente, le centinaia di residenze, scuole ed università dell’Opus sparse nel mondo.
Partiamo dai centri scolastici che vedono in prima fila l’Istituto Belforte di corso Europa, “l’unica scuola a Napoli pensata e realizzata per la donna”, recita lo slogan. Con elementari, medie e liceo linguistico riconosciuti dallo Stato, la Belforte aderisce al Faes, la già ricordata filiazione delle Residenze Rui, ed è diretta dall’opusdeista doc Maria Ruju. Nell’organigramma figurava, fino a metà anni novanta, anche Nober Manoukian. Rotariano, ex Ucid e direttore di un’industria di smalti nella zona di Ponte Chiasso, Manoukian rappresenta una figura mitica dell’opusdeismo nazionale, più volte celebrato anche a Torrescalla e al Campus romano. Fedele alla tradizionale ‘attenzione’ per il mondo dell’informazione (”l’Opus - fanno sapere i portavoce ufficiali - controlla nel mondo 630 giornali e 52 catene tv”), anche la Belforte organizza corsi di giornalismo, cui prendono parte esponenti delle principali testate partenopee. E naturalmente, ogni anno, lo stand dell’istituto di corso Europa giganteggia in occasione di Euripe, la kermesse a carattere nazionale che si svolge in primavera a Napoli con fini ufficiali di orientamento universitario (”ma in realtà - dicono negli ambienti laici - per reclutare quanti più giovani è possibile nelle residenze della Rui o in altre strutture dell’Opus”).
Ideatore di Euripe e fondatore dell’IPE, l’Istituto per le attività educative con sede al Vomero in via Luca Giordano, è l’ex presidente del Consiglio regionale della Campania, il forzista Raffaele Calabrò. Cardiologo all’ospedale Pausilipon, amico personale e collega di Paolo Cirino Pomicino (il quale, non a caso, nella sua veste di ministro del Bilancio andò ad inaugurare una struttura dell’Opus Dei a Napoli nel 1991), Calabrò può contare su una famiglia che condivide da sempre il suo ferreo credo. A partire dalla moglie Giovanna Perrone, che insegna alla Belforte, e poi la madre Elisa Calabrò, decana della compagine partenopea, la sorella Lea, insegnante e sposata col magistrato Salvatore Iovene, anche lui devotissimo: tutti uniti nel verbo di Escrivà ed impegnati a vario titolo nel promuovere l’attività delle due residenze napoletane. La Monterone, più antica, ha sede nel cuore della Napoli chic, in un antico palazzo di via Crispi, ed è riservata ai maschi. Diretta da Lorenzo Burdo, può ospitare fino a cinquanta studenti, in grado di pagare una retta pari a circa 13 milioni di vecchie lire l’anno. All’inaugurazione dell’anno accademico 1999-2000 era intervenuto come relatore, accanto a Raffaele Calabrò, l’allora ministro della Pubblica istruzione Ortensio Zecchino.
Alle fanciulle è riservata invece la Residenza Villalta, poco distante dalla Monterone (è in via Martucci), inaugurata a novembre del 2001 alla presenza di autorità cittadine e simpatizzanti assidui dell’Opus, come il giudice minorile Maria Lidia De Luca, fervente seguace di Escrivà da sempre, così come il marito Raffaele Raimondi, altro magistrato, inserito nel comitato ristretto dei saggi per il Giubileo 2000. Anche Villalta, sessanta posti letto e rette analoghe alla Monterone, è gestita dall’IPE, che attualmente è presieduto da Luigi Coccurullo e diretto da Mario Spasiano.
Intanto cresce, anche nel capoluogo partenopeo, il numero degli adepti che, dal mondo delle professioni, riescono a spiccare il volo verso quello delle istituzioni. E’ il caso di Mario Delfino, dermatologo, che dal 2001 siede in consiglio comunale a Napoli sotto le insegne, naturalmente, di Forza Italia. A distinguersi nella schiera degli opusdeisti era stata anche sua sorella Giovanna Delfino, numero uno delle Edizioni Scientifiche Italiane, per i cui tipi era uscito qualche anno fa un libello agiografico di grande tiratura sulla vita del beato.
Restando in zona Palazzo Sangiacomo incontriamo poi un altro fervente: si tratta di Gianni Pomicino, parente dell’ex ministro ed ingegnere, che più volte ha ospitato nella sua casa del Vomero incontri aventi ad oggetto le beatitudini di Escrivà. All’università prestava invece la sua opera Roberto Marrama, l’economista partenopeo scomparso qualche anno fa, cui recentemente l’IPE ha intitolato un concorso per borse di studio finalizzate all’accesso nel Campus Biomedico. Considerato un ideologo del pensiero di Escrivà, Marrama apparteneva infatti alla stretta nomenklatura partenopea dell’Opus.
Assai più variegato, in zona, il panorama dei simpatizzanti, che comprende anche grandi firme dell’edilizia locale come Bruno Brancaccio e Bruno Capaldo, entrambi proprietari ad Ischia di appartamenti in un complesso residenziale che ospita anche magioni estive della famiglia Calabrò.
Il nome di Capaldo, notoriamente vicino a Forza Italia, è finito nell’occhio del ciclone per una fra le più recenti tangentopoli all’italiana: quella per il tourbillon di mazzette intorno all’affare Inail di Potenza.

IN PRINCIPIO FU SUSANNA

C’è anche lei, Susanna Tamaro, la reginetta del connubio tra spiritualità & business editoriali, nel novero delle grandi firme che scrivono per Ares, la casa editrice milanese dell’ Opus Dei votata a diffondere il Verbo del neo santo Escrivà de Balaguer, di cui edita l’opera omnia in un’apposita collana. Per i tipi di Ares la Tamaro ha pubblicato il suo libro più intimo, una sorta di autobiografia dell’anima intitolata Verso Casa. Fondata nel 1956 in contemporanea col decollo, in Italia, di moloch educativi coma la Fondazione Rui, anche Ares riceve subito l’imprimatur ufficiale con l’erezione ad ente morale avvenuta per decreto del capo dello Stato nel 1966. Scorrendo la lista di coloro che hanno affidato in questi anni all’editrice dell’Opus i propri manoscritti si incontrano griffe prevedibili ed altisonanti - come quelle dei cardinali Giacomo Biffi e Joseph Ratzinger, o di Rocco Buttiglione - accanto a nomi finora mai inseriti fra i cantori delle lodi di Escrivà.
Cominciamo da Massimo Caprara. Proprio lui, l’uomo che un tempo sussurrava a Togliatti. Il passaggio nelle fila del Polo deve aver coinciso con la scoperta di un cuore opusdeista, sulle note del quale il Nostro si abbandona a due libri in odor di pentimento: le duecento e passa pagine di Gramsci e i suoi carcerieri e, poco dopo, Paesaggi con figure, destinato a purgare il lettore d’ ogni residuo di “totalitarismo comunista”.
Restiamo sulla sponda ex marxista e precisamente nella fu Telekabul, il Tg3: il suo vaticanista di punta, Aldo Maria Valli, pubblica per Ares ben due volumi: Affetti speciali e A noi la linea, destinati a mostrare come sia possibile trasformare la tv in un mezzo educazionale per famiglie.
Per completare l’opera, Ares pubblica il lungo racconto confessione di Leonardo Marino Così uccidemmo il commissario Calabresi: questo l’esplicito titolo “per far comprendere - scrivono gli editori nella presentazione - le ragioni della condanna di Adriano Sofri ed Ovidio Bompressi”.
Le corazzate di Ares restano comunque Studi Cattolici e Fogli, massime esternazioni del pensiero opusdeista contemporaneo. Al primo, con cadenza mensile e diretto da Cesare Cavalleri, hanno collaborato, tra gli altri, Gianni Baget Bozzo, Ombretta Fumagalli Carulli, Vittorio Mathieu, nonché gli stessi Aldo Maria Valli e Susanna Tamaro.

LA LISTA

MILITANTI, SOSTENITORI, SIMPATIZZANTI & C.

[LEGENDA - MILITANTE: iscritto o comunque appartenente alla nomenklatura dell'Opus Dei; SOSTENITORE: molto vicino alle iniziative dell'Opus Dei; SIMPATIZZANTE: assiduo alle manifestazioni organizzate dall'Opus Dei; OSPITE: presente anche in forma occasionale ad iniziative organizzate dall'Opus Dei o da sigle ad essa notoriamente collegate]

ALBERONI FRANCESCO - OSPITE - SOCIOLOGO
ANDREOTTI GIULIO - MILITANTE - SENATORE A VITA
ANGELETTI LUIGI - SIMPATIZZANTE - SEGRETARIO UIL
ARANDA ANTONIO - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIVERSITA’ SANTA CROCE
ARBOREA RENZO - MILITANTE - DIRETTORE
COLLEGIO TORRESCALLA
ARMATO TERESA - SOSTENITORE - ASSESSORE
TURISMO REGIONE CAMPANIA
ARULLANI PAOLO - MILITANTE - PRESIDENTE
CAMPUS BIOMEDICO
BAGET BOZZO GIANNI - SOSTENITORE - EDITORIALISTA
BALDASSARRE ANTONIO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE RAI
BARUCCI PIERO - OSPITE - ECONOMISTA
BELLONI PIERO - MILITANTE - VICEPRESIDENTE IST. BELFORTE NAPOLI
BOLCHI ANDREA - MILITANTE - GIORNALISTA
BERLUSCONI PAOLO - SIMPATIZZANTE
IMPRENDITORE
BERLUSCONI SILVIO - SOSTENITORE
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
BERNABEI ETTORE - SOSTENITORE
PRESIDENTE LUX VIDEO
BIANCO LUCIO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE CNR
BINETTI PAOLA - SOSTENITORE - CAMPUS BIOMEDICO
BLASI PAOLO - MILITANTE - BANCHIERE
BOFFI GIANDOMENICO - MILITANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
BRANCACCIO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE
BRANCATISANO MARTA - SIMPATIZZANTE - SCRITTRICE
BRUDO LORENZO - MILITANTE - DIRIGENTE IPE
BUTTIGLIONE ANGELA - SOSTENITORE - DIRETTORE TG PARLAMENTO
BUTTIGLIONE ROCCO - SIMPATIZZANTE - LEADER UDC
CALABRO’ ELISA - MILITANTE
CALABRO’ LEA - MILITANTE - INSEGNANTE
CALABRO’ RAFFAELE - MILITANTE - CONSIGLIERE REGIONALE CAMPANIA
CAMILLERI RINO - MILITANTE - GIORNALISTA
CANIATO RICCARDO - MILITANTE - GIORNALISTA
CAPALDO BRUNO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE
CAPRARA MASSIMO - SOSTENITORE - OPINIONISTA
CARUSO CARLO - SOSTENITORE - DIRETTORE - SAN RAFFAELE
CASINI PIER FERDINANDO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE CAMERA
CAVALLERI CESARE - MILITANTE - DIRETTORE ‘STUDI CATTOLICI’
CERVO ARNALDO - MILITANTE - DOCENTE UNIV.
CESARINI FRANCESCO - OSPITE - PRESIDENTE UNICREDITO
CIABATTONI AMOS - MILITANTE - COFONDATORE RUI
COCCURULLO LUIGI - MILITANTE - PRESIDENTE IPE NAPOLI
COLAO VITTORIO - OSPITE - AMMINISTRATORE DELEGATO OMNITEL
CONFALONIERI FEDELE - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE MEDIASET
CORIGLIANO GIUSEPPE - MILITANTE - UFFICIO STAMPA PRELATURA
CORTESE ARDIAS AMELIA - SIMPATIZZANTE - PARTITO LIBERALE NAPOLI
CORTESINI RAFFAELLO - MILITANTE - CHIRURGO
COSSIGA FRANCESCO - SIMPATIZZANTE - SENATORE A VITA
CURCI BEATRICE - OSPITE - GIORNALISTA NEWSITALIA
D’AGOSTINO FRANCESCO - OSPITE - UNIV. TOR VERGATA
D’ALEMA MASSIMO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE DS
D’ANGELO GUIDO - SIMPATIZZANTE - DOCENTE UNIV. NAPOLI
D’IPPOLITO SERGIO - SOSTENITORE - STAFF EURIPE NAPOLI
DE BENEDETTI CARLO - OSPITE - IMPRENDITORE
DE GIOVANNI ASTRID - SOSTENITORE - UNIVERSITA’ SANTA CROCE
DE LUCA M. LIDIA - SOSTENITORE - MAGISTRATO TRIB. MINORI NAPOLI
DE MAIO ADRIANO - OSPITE - RETTORE POLITECNICO MILANO
DEL NOCE ALBERTO - SIMPATIZZANTE - GIORNALISTA
DELFINO GIOVANNA - SOSTENITORE - DIRETTORE - EDIZIONI SCIENTIFICHE IT.
DELFINO MARIO - MILITANTE - CONSIGLIERE COMUNALE NA
DELL’UTRI MARCELLO - MILITANTE - SENATORE FORZA ITALIA
DI BARI MICHELE - MILITANTE - TESORIERE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA
DI CAPUA UMBERTO - SIMPATIZZANTE - PRESIDENTE ABB ITALIA
DI PALMA MARIO - MILITANTE - GIORNALISTA
DIANZANI FERDINANDO - SOSTENITORE - PRESIDE FAC. MEDICINA C. BIOMEDICO
DINA’ MARIO - MILITANTE - GIORNALISTA
DONATI PIERPAOLO - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE
ETCHEGARAY ROGER - SOSTENITORE - CARDINALE
FALCK ALBERTO - MILITANTE - IMPRENDITORE
FARRI UMBERTO - MILITANTE - PRESIDENTE IST. COOPERAZ. UNIVERSITARIA
FAZIO ANTONIO - SIMPATIZZANTE GOVERNATORE BANKITALIA
FAZIO MARIANO - MILITANTE - RETTORE UNIVERSITA’ DELLA SANTA CROCE
FENU CARLO MARIA - MILITANTE - ASSOCIAZIONE TORRESCALLA
FINAMORE ROSANNA - SOSTENITORE - UNIV. GREGORIANA ROMA
FONTANA MASSIMO - - SOSTENITORE - UNIVERSITA’ SANTA CROCE
FONTANAROSA ALDO - OSPITE - GIORNALISTA LA REPUBBLICA
FORLANI ARNALDO - SIMPATIZZANTE - EX PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
FUMAGALLI ARMANDO - SOSTENITORE - UNIV. CATTOLICA MILANO
FUMAGALLI CARULLI OMBRETTA - MILITANTE - SENATORE
FUSCAGNI STEFANIA - SOSTENITORE PRORETTORE UNIV. FIRENZE
GARACI ENRICO - SOSTENITORE - DIR. IST. SUPERIORE SANITA’
GAROFANO MICHELE - MILITANTE - EX PRESIDENTE MONTEDISON
GAVAZZI FRANCESCO - OSPITE - EDITORIALISTA
GELAO SAVERIO - COLLABORATORE - EDIZIONI ARES
GHINI GIUSEPPE - OSPITE - DOCENTE UNIV. URBINO
GIACOBINI STEFANIA - OSPITE - GIORNALISTA TG3
GIORGINO MARCO - MILITANTE - COLLEGIO TORRESCALLA
GIRONE GIOVANNI - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
GROSSI GRONDI STEFANO - SIMPATIZZANTE - COLLABORATORE UNIVERSITAS
GUICCIARDI C. GIOVANNI - MILITANTE - PRESIDENTE ASS. TORRESCALLA
GUIDI ANTONIO - OSPITE - SOTTOSEGR. SANITA’
IOVENE SALVATORE - MILITANTE - MAGISTRATO
ISIDORI ALDO - OSPITE - UNIVERSITA’ LA SAPIENZA
LEONI GIAMPIERO - SOSTENITORE - PRESIDENTE FARMINDUSTRIA
LO CICERO MASSIMO - OSPITE - ECONOMISTA
LOJODICE ALDO - MILITANTE - DOCENTE DIRITTO COSTITUZ. BARI
LORENZELLI VINCENZO - MILITANTE PRESIDENTE CARIGE
LUCCHINI PIERO - MILITANTE - IMPRENDITORE
MANOUKIAN NOBER - MILITANTE - EX PRESIDENTE IST. BELFORTE NAPOLI
MANTOVANO ALFREDO - SOSTENITORE - SOTTOSEGRETARIO GIUSTIZIA
MARINI CLARELLI M. VITTORIA - SOSTENITORE - UNIVERSITA’ SANTA CROCE
MARRAMA TITTI - MILITANTE - INSEGNANTE
MARRELLI LUIGI - SOSTENITORE - COMITATO SCIENTIFICO UNIV. SANTA CROCE
MARZANO ANTONIO - OSPITE - MINISTRO ATTIVITA’ PRODUTTIVE
MASSA CARLO - MILITANTE - DOCENTE UNIV. NA
MAURO MARIO - SOSTENITORE - EUROPARLAMENTO
MAZZETTI DI PIETRALATA CARLO - SOSTENITORE - UNIVERSITA’ SANTA CROCE
MESSORI VITTORIO - SOSTENITORE - GIORNALISTA
MEZZAROMA ROBERTO - SIMPATIZZANTE - COSTRUTTORE
MICHELINI ALBERTO - MILITANTE - GIORNALISTA
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22 Commenti

  1. Commento di Bufalo70 on Martedì 13 Novembre 2007 1:08

    “Affiliazione massonica bipartisan”, ecco la sintesi del post.

    Ti ringrazio ancòra una volta per i testi utili che porti in luce, setacciando la rete … forse nella “vita reale” sei bibliotecario ?

    ;-)

  2. Commento di stratex on Martedì 13 Novembre 2007 2:13

    grazie per l’attestazione di “setaccio della rete”, che devo dire mi stuzzica… Nella mia vita reale, lavoro in una grande azienda al servizio del paese… nella quale è venuto fuori, qualche tempo fa, che alcuni dirigenti di alto livello provenivano tutti da un certo campus universitario nel quale si tenevano alcuni master. Manco a dirlo il campus è dell’Opus Dei. Devono essere molto bravi in quel campus, perché a qualcuno hanno anche insegnato a “volare”…

  3. Commento di Anellidifumo on Martedì 13 Novembre 2007 8:27

    Dici che è per questo che il “compagno” cesare salvi non ti ha ancora risposto?

  4. Commento di stratex on Mercoledì 14 Novembre 2007 12:46

    E chi lo sa?

  5. Commento di samuelesiani on Mercoledì 14 Novembre 2007 8:11

    “santa massoneria”. non credo si potesse descrivere meglio. Opus dei, CL, Alleanza Cattolica sono molto preoccupanti.
    Questa svolta è pericolosa. E non arriva certo da oggi.
    Come è pericolosa questa ramificazione, che è tipica comunque di fenomeni mafiosi oltre che di associazioni come la P2.
    PS tu sai da dove questa lista è stata tratta, Stratex?
    Un saluto

  6. Commento di stratex on Mercoledì 14 Novembre 2007 9:01

    La lista è stata compilata dalla redazione de “La voce della Campania” qualche anno fa. Hanno sempre informazioni di prima mano e io consiglio vivamente di abbonarsi per sostenerli e di collegarsi al loro sito per leggere le loro inchieste ricche di particolari e spunti.

  7. Commento di moltitudini on Giovedì 15 Novembre 2007 2:03

    Ottimo post….e lucidissimo anche il tuo commeno (che mi ha portato qui) letto sul blog di Anelli di fumo.

  8. Commento di stratex on Giovedì 15 Novembre 2007 3:13

    @ moltitudini
    Grazie per la visita. Contraccambio la stima, anche in virtù del luogo virtuoso che ci ha condotto a questa conoscenza virtuale! Ti link tra i friend-blog.

  9. Commento di moltitudini on Giovedì 15 Novembre 2007 3:26

    Ti linko anche io tra qualche…istante (e ti inserisco anche tra gli amici così bypassi la moderazione).
    Detto ciò…”luogo virtuoso” il blog di Sciltian?
    ;)

  10. Commento di stratex on Giovedì 15 Novembre 2007 4:29

    Bè… un luogo che permette alle persone affini di incontrarsi e dialogare è per sua stessa natura virtuoso!
    Grazie per il molto onorevole trattamento sul tuo blog!

  11. Commento di crashedheaven on Lunedì 19 Novembre 2007 12:38

    capito qui per caso ma con piacere.
    tuttavia…
    la lista dei noti e iscritti all’opus non è completa, mi permetto di segnalarlo.

  12. Commento di stratex on Lunedì 19 Novembre 2007 7:30

    Grazie per la visita. So che la lista, essendo datata, è incompleta e ormai dovrebbe essere aggiornata. Però, le condizioni di pubblicazione dell’articolo dalla fonte in cui l’ho trovato parlavano chiaro: citazione integrale, senza alcuna modifica.
    Inoltre, non essendo io un giornalista, non ho l’appoggio di strutture di ricerca e non mi posso dedicare a fare un’inchiesta. Sarebbe bene che lo facesse chi ha una professione ed una professionalità adatte, piuttosto che scrivere idiozie varie sulle cose più futili e anestetizzanti…

  13. Commento di antonio on Sabato 8 Dicembre 2007 12:50

    interessante

  14. Commento di avamposticulturali on Martedì 8 Gennaio 2008 10:20

    Ciao, ho visto che riporti articoli che rimbombano e ridondano sulla rete alla solita maniera copia/incolla. Mi chiedo sei mai stato in una residenza dell’Opus Dei? Se si quale? Tu non sei un giornalista e quindi puoi scrivere qualsiasi cosa, ma credo che un minimo di ricerca, anche se semplicemente sulla rete, avresti duvuto farlo. Che ci siano delle persone che seguono o meglio sono fedeli agli insegnamenti di San Josemaria non mi sembra nulla di chè. Ogniuno credo sia libero di farsi maestro chi vuole. L’Opus DEi però non è una società segreta e per dimostratelo ti invito ad andare in una sede di questa loggia e lo scoprirai. Poi ho molti dubbi sulla tua lista perchè chi si dice allievo di San Josemaria si vede ad occhio nudo, ma non perchè sia disonesto, ma anzi per i valori che incardina. Non mi dilungo su cosa dica o meno l’insegnamento di Escrivà, ma ti faccio notare che in moltissimi si dicono suoi allievi, Vedi Lucio Dalla, Alberto Sordi e altri per i quali dirsi cattolico e Opus Dei potrebbe essere negativo. Ti ripeto al posto di fare copia/incolla vai alla fonte. Se vuoi mandami una mail e ti comunicherò la sede della residenza più vicina a te. saluti

  15. Commento di a on Martedì 8 Gennaio 2008 10:27

    Scordavo, non si dice sostenitore o simpatizzante, ma numeraio, sopranumeraio, cooperatore, fedele. Quindi neppure l’autore della lista è mai stato in una residenza dellOpus Dei. Ma mentre tu sei giustificato chi ha scritto l’articono no perche tu sei un blogger e lui o lei un giornalista. ciao

  16. Commento di stratex on Martedì 15 Gennaio 2008 2:48

    @ avamposti
    Ciao a te e grazie per la visita.
    Evito di commentare sul tema copia/incolla…

    Partiamo da una premessa. Con tutti i suoi difetti, viviamo in Italia, repubblica democratica. Quindi uno Stato sovrano che esercita con pienezza la sovranità del popolo attraverso le sue istituzioni.

    L’Opus Dei è una prelatura personale del pontefice. La prelatura personale è una figura giuridica del Diritto Canonico della Chiesa Cattolica, fa parte della struttura gerarchica della Chiesa, come forme di auto-organizzazione per raggiungere le finalità che Cristo le ha assegnato (elaborato dal sito http://www.opusdei.it). Orbene, si tratta pertanto di un’istituzione completamente estranea all’ordinamento giuridico italiano, se per quanto richiamato da trattati internazionali fra il Vaticano e lo Stato Italiano. Almeno immagino, dato che sul sito non c’è alcun riferimento alla forma giuridica che assume l’Opus Dei quando opera sul territorio. E’ certo comunque che le forme della sua esistenza devono essere compatibili con gli ordinamenti nazionali.

    Dal mio punto di vista ognuno che lo desideri e che sia consapevole e consenziente deve poter essere libero di partecipare all’attività dell’Opus Dei, purché essa si svolga nei limiti e nel rispetto dello Stato di cui è cittadino ed in cui agisce.

    Sul fatto che non sia una società segreta ho seri dubbi. Non vogliamo parlare si società segreta? Bene allora parliamoo di qualcosa di più vicino ad una setta religiosa. Ma sempre di roba segreta si parla. Infatti, essendo organismo costituito come prelatura personale del pontefice, nessuno stato può pretendere di conoscere chi ne faccia parte. Diverso è il caso delle strutture locali, magari costituite come fondazioni o associazioni delle quali si deve rendere conto all’ordinamento giuridico locale (atti costitutivi depositati, statuti, elenchi dei soci, ecc.). Già, ma come si fa a ricollegare le persone che partecipano all’attività dell’Opus Dei con quelle che fanno parte della struttura segreta? Non si può fare. Dunque si tratta di una struttura gerarchica con livelli di segretezza sia sulla composizione dei soci, sia sulla trasparenza delle attività finanziarie ed economiche, che godono di privilegi di extraterritorialità, con evidenti possibilità di gestire attività nell’ombra.

    Non ho dubbi che vi possano essere persone che partecipano con fervore all’attività della setta, ma quello che mi preoccupa è la finalità a cui tutto questo fervore può portare; finalità che può essere del tutto segreta o almeno non rivelata ai bassi livelli della struttura che deve solo obbedire.

  17. Commento di avamposticulturali on Lunedì 28 Gennaio 2008 10:26

    Ciao, vorrei controbattere alla tua risposta. Spero che il tono non sia troppo polemico. Prelatura personale del Papa, concerne l’ordinamento religioso e il diritto canonico e nulla può avere a che fare con l’ordinamento di uno stato. (L’Opus Dei non esiste solo in Italia). E’ come dire che l’ordine delle Carmelitane scalze deve essere approvato dallo stato e accettato. Una cosa è il diritto canonico e un’altra è il diritto di un qualsiasi stato. La Chiesa decide chi come e quando agire nel suo ordinamento. La composizione delle parrocchie la loro ampiezza e altre cose sono sempre di diritto canonico e non hanno nulla a che vedere con l’ordinamento di uno stato. Però è anche opportuno dire cosa è una prelatura personale del Papa: nulla di strano, mentre i sacerdoti di una diocesi rispondono al vescovo di quella diocesi, i sacerdoti dell’opera rispondono al prelato. Quindi i trasferimenti le ordinazioni, le linee pastorali sono fatte dal prelato e non dal vescovo diocesano. Gli ordini religiosi tipo i francescani invece rispondono sia al vescovo della diocesi dove risiedono e anche al loro superiore. Cosa c’è di stano? Nulla semplicemente che si cerca di avere una gerarchia verticistica che fa capo al prelato e non al vescovo. Ovviamente il Prelato risponde direttamente al Papa e viene dallo stesso nominato. Società segreta? Nella carta di identità non si scrive più la religione, di conseguenza non è necessario dire a quale movimento si fa riferimento per la nostra fede. I focolarini hanno l’obbligo di dire e certificare la loro apparteneza a quel movimento? Alla stessa maniera per chi appartiene o meglio è un fadele dell’opera. Inoltre tu fai riferimento a delle strutture. L’Opus dei non ha alcuna struttura, tranne il centro di Roma o altre “strutture” di ordine pastorale (seminari o altro). Le strutture che si dicono dell’opera in realtà non lo sono. Sono delle “cose” (Residenze Universitarie, o il Campus Biomedico) fondate da fedeli dell’Opera, ma che non rispondono per nessuna ragione all’Opera. Quindi i fedeli che fondano tali strutture rispondono all’Opera solo per quanto attende allo loro coscenza, possono fare quello che vogliono, ovviamente tenendo in considerazione il buon Dio. Alcune strutture ospitano i sacredoti dell’Opera, ma solo perchè chi li ospita lo vuole e lo richiede. Soldi, tempo e risorse sono dei fedeli non dell’Opera. Setta, questa è la più grossa “bugia” la formazione che da l’Opus Dei è rigorosamente confacente alla ottrina della Chiesa Cattolica, semmai citando Don Giussani, fondatore di CL, i fedeli dell’Opera sono i Panzer della Chiesa. Formati in maniera rigorosa e capaci di mettere in gioco il proprio potere e forse la propria vita per difendere ed annunciare il Vangelo. Ripeto se fosse una setta tutti i cattolici sarebbero settari, inoltre questo è garantito dalla fortissima unione col Papa. Alla fine ti invito a mandarmi ana mail ti comunichero dove trovare l’Opera nel posto più vicino a te, facci un salto e poi nè riaparliamo. Non è comunque un segreto perchè se vaghi sulla rete la troveresti.

  18. Commento di a on Lunedì 28 Gennaio 2008 10:32

    saluti ancora

  19. Commento di stratex on Martedì 29 Gennaio 2008 10:11

    Ciao avamposti e grazie per la nuova visita.
    Ecco le mie risposte.

    PREMESSA
    (fonte: wikipedia, alla voce “diritto ecclesiastico” ;)
    Nel diritto ecclesiastico dello stato italiano (ovvero il complesso delle norme che regolano i rapporti tra l’Italia e le confessioni religiose), occupano una posizione di “preminenza giuridica” i Patti Lateranensi (composti dal Trattato e dal Concordato -trattato internazionale-), atto bilaterale in base al quale l’Italia e il Vaticano regolano i loro rapporti internazionali e quelli afferenti al culto cattolico.
    La Chiesa cattolica agisce tramite la Santa Sede (organo di governo) che è soggetto di diritto internazionale e privato (può avere rapporti con altre organizzazioni sovrane o agire con i privati). Dal 1984, la Santa Sede in Italia delega sovente alla CEI (ente ecclesiastico riconosciuto dall’ordinamento italiano, v. il suo statuto all’articolo 1) i rapporti con i privati. La CEI si configura come organismo di diritto canonico, riconosciuto in Italia in forza del concordato.

    Come si vede dalla premessa, un’istituzione di diritto canonico agisce nell’ordinamento giuridico di uno stato o perché è emanazione di organi di governo riconosciuti in un trattato internazionale, oppure perché costituisce in piena autonomia un soggetto giuridico civile, riconosciuto dallo stesso ordinamento in cui intende agire (ad es. un’associazione).

    L’Opus Dei, pertanto è un soggetto di diritto canonico, totalmente estraneo all’ordinamento giuridico italiano, almeno finché non costituisce un organismo da questi riconosciuto (società, associazione, fondazione, ecc.)

    E’ pertanto più che giusto affermare che la chiesa decide in piena autonomia come e quando agire nel suo ordinamento, purché le sue azioni siano coerenti e rispettose degli ordinamenti giuridici degli stati in cui le azioni vengono compiute.

    Il fatto che l’Opus Dei si configuri come soggetto estraneo agli ordinamenti nazionali, la pone pertanto fuori dal loro controllo: chi ne fa parte riconosce e accetta le sue regole e si comporta di conseguenza. L’azione dell’Opus Dei, però non è estranea agli ordinamenti locali: se qualche membro dell’Opus Dei commette un reato civile è soggetto alle leggi penali del luogo in cui il comportamento penalmente rilevante ha avuto luogo (a meno di diverse intese intercorse tra la Santa Sede e lo stato nazionale, ma non so se vi siano trattati di questa natura).

    Orbene, estranea agli ordinamenti nazionali, nessuno può imporre all’Opus Dei di rivelare alcunché riguardo alla sua attività, almeno finché essa si svolge in modo informale. In questo senso è segreta: non esistono norme che possano imporre all’Opus Dei di rivelare i nomi degli iscritti e le sue pratiche, a meno che non sia il papa stesso a farlo.
    Se però in seno all’Opus Dei o a una istituzione collegata vengono commessi atti illeciti, essi sono perseguibili dallo stato nel quale sono stati commessi o anche internazionalmente, ricorrendone i presupposti (ad es. favoreggiamento del terrorismo, traffico di capitali, forme di privazione della libertà, ecc.), sulla base della responsabilità individuale o di carattere oggettivo, nel caso siano coinvolti organismi civilmente costituiti (ad es. un’associazione o una società).

    Si badi che il confronto con gli ordini religiosi è calzante e valgono per essi le stesse considerazioni svolte a proposito dell’Opus Dei (gli ordini canonici sono riconosciuti in virtù di trattati internazionali con la Santa Sede o perché regolarmente costituiti in associazioni o simili negli ordinamenti nazionali).

    Ciò detto, appurato che l’Opus Dei non “esiste” negli ordinamenti nazionali (anche se è tutto da dimostrare), nulla toglie che essa possa “agire” attraverso soggetti riconosciuti dagli stati, ufficialmente autonomi dall’Opus Dei, ma notoriamente ad essa facenti capo: la Fondazione RUI, il Campus Bioetico, i centri di formazione professionale, universitaria e postuniversitaria (vedere l’articolo che ho postato a proposito dei rapporti fra l’Opus Dei e i responsabili Telecom Italia coinvolti nello scandalo delle intercettazioni illegali).

    Pertanto, sebbene possa essere formalmente corretto affermare che “l’Opus dei non ha alcuna struttura”, questo appare del tutto inverosimile nella realtà dei fatti. Le “cose” che i fedeli dell’opera fondano, in considerazione dei vincoli di obbedienza che essi assumono nei confronti della gerarchia sopranazionale cui essi aderiscono, sono a tutti gli effetti soggetti giuridici civili sottoposti al controllo o all’influenza diretta o indiretta dell’Opus Dei. Tali legami di obbedienza sono irrilevanti sul piano civile, almeno fin quando non si configurino come “manipolazioni di incapaci” o condizionamenti di natura fisica o psicologica attuati su soggetti suggestionabili o incapaci di difendersi. Sono invece fortemente vincolanti sul piano personale, se chi si sottopone a tali vincoli li percepisce come “divinamente ispirati”.

    Rimane pertanto, a mio giudizio, difficilmente credibile che tali realtà fondate da fedeli dell’Opera non rispondano per nessuna ragione all’Opera, soprattutto considerando che, dato il grande potere di influenza e di condizionamento economico, non è del tutto verosimile che “i fedeli che fondano tali strutture rispondono all’Opera solo per quanto attende allo loro coscenza, possono fare quello che vogliono”.

    Sulle considerazioni che attengono il legame con il papa, la spiritualità, la coerenza con la dottrina cattolica non mi addentro perché non attengono alla mia sfera di conoscenza e non incidono con la natura strettamente “scientifica” del mio ragionamento.

    Mi permetto solo di far notare che un buon cristiano non dovrebbe “mettere in gioco il proprio potere e forse la propria vita per difendere il vangelo”. Il vangelo si annuncia e non si impone con il proselitismo, il condizionamento e la violenza… almeno credo.

    Infine, la mia email è nella pagina “parla con me”, ma non disturbarti a scrivermi dove posso trovare l’Opus Dei vicino a me, perché lo so benissimo e me ne tengo a debita distanza.

    Saluti

  20. Pingback di Opus DAY. on Mercoledì 6 Febbraio 2008 10:12

    [...] Ecco una lista (parziale) di noti simpatizzanti dell’Opus Dei (tratta da Kalebek e riportata da Lampi di Pensiero): [...]

  21. Commento di ufficio stampa sinistra democratica- senato on Mercoledì 9 Aprile 2008 3:34

    Gentile sig. Allegrezza, come ho già segnalato in altro post, abbiamo avuto notizia del vostro sito e dei suoi contenuti solo ora. E in questo caso devo smentire da parte del sen. Cesare Salvi (cosa che mi appresto a fare per tutti i siti che riuscirò a raggiungere che hanno riportato l’articolo di Rita Pennarola sulla “nomenclatura dell’Opus Dei” ;) l’adesione, la vicinanza o la simpatia di Salvi per l’Opus Dei. Smentita che è già stata data pubblicamente in alcune interviste sui giornali. Cordialmente

  22. Commento di stratex on Mercoledì 9 Aprile 2008 3:57

    Grazie della smentita, ho aggiornato la lista (che ribadisco non essere mia, ma pubblicata da un periodico).

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