Non ho approvato la costituzione del Partito Democratico. Ero il 5 maggio al Palazzo dei Congressi per l’avvio di una nuova, entusiasmante avventura politica per costruire un mondo migliore, ispirato ai principi di una sinistra laica, inclusiva, democratica e aperta i giovani.
Partecipo con convinzione alle attività di Sinistra Democratica di Genzano, e quindi dell’area dei Castelli Romani, contento di sentirmi tra amici.
Se aveva un senso per me stare in Sinistra Democratica era anche per testimoniare una convinta laicità e per lottare contro i privilegi ingiustificati di certe istituzioni religiose. Ma un fatto mi spinge a riflettere pesantemente sul senso e sulle motivazioni della mia partecipazione e del mio sostegno a Sinistra Democratica.
Nella seduta n. 243 del 7 novembre (NdA – Si veda come riferimento il resoconto stenografico della seduta alla pagina XIV per la discussione sull’emendamento e la pag. 137 – Allegato B- per l’esito delle votazioni) scorso è stato votato l’emendamento 2.800 al DL 1817 (votazione n. 6 della seduta), in base al quale si proponeva la decadenza dal beneficio dell’esenzione d’imposta (ICI) relativamente alle superfici impegnate da attività commerciali, anche nel caso in cui abbia carattere accessorio rispetto alle finalità istituzionali dei soggetti e non siano rivolte a fini di lucro . Si tratta, in buona sostanza, di far pagare agli istituti religiosi l’ICI sugli immobili destinati ad attività di carattere commerciale, sebbene prive di fini di lucro.
L’emendamento è stato respinto nella seduta 243 del 7 novembre con 240 contrari, 48 astenuti (che valgono contrari) e 12 favorevoli, così ripartiti:
- Astenuti di Rifondazione Comunista: Albonetti, Alfonzi , Allocca, Bonadonna, Capelli, Caprili, Gonfalonieri, Del Rojo, Di Lello, Emprin, Gaggio, Giannini, Grassi, Liotta, Martone, Menapace, Nardini, Palermo, Russo Spena, Tecce, Valpiana, Vano, Zuccherini.
- Astenuti di Sinistra Democratica: Battaglia, Bellini, Brutti, Galardi, Iovene, Pisa, Salvi, Villone,
- Astenuti Verdi e Comunisti italiani: Boccia, Cossutta, De Petris, Donati, Gagliardi, Pecoraro Scanio, Ripamonti, Silvestri, Sodano.
- Astenuti Ulivo: D’Amico, Livi Bacci, Manzione, Martora, Nieddu.
- Altri astenuti: Rame (misto), Vizzini e Ziccone (Forza It.).
- Favorevoli Gruppo misto: Barbieri, Montalbano, Rossi F. Turigliatto
- Favorevoli Repubblicani: Del Pennino, Saro
- Favorevoli AN: Buccico, Paravia
- Altri favorevoli: Bulgarelli (verdi + comunisti), Colombo F. (Ulivo), Malan (Forza It.), Negri (Autonomie)
Questo evento, come dicevo prima, mi spinge ad una riflessione e a porre queste domande:
- Com’è possibile che una forza politica come Sinistra Democratica, con le premesse che furono dichiarate a maggio, possa compiere una scelta così fortemente orientata a sostenere un privilegio che ricade direttamente sulla collettività?
- Com’è possibile che molti dei senatori del futuro soggetto della sinistra italiana possano loro stessi compiere un’azione di questo tipo?
- Qual è il senso, se c’è, di questo comportamento?
Devo confessare il mio più completo senso di spaesamento: nelle discussioni, fra la gente io non riesco a spiegare quello che è accaduto e mi trovo di fronte ad un bivio di coscienza: o capisco il perché di quello che è successo, oppure, anche se si tratta di un banale emendamento, sarò costretto a ripensare pesantemente il senso del mio impegno nella politica.
Caro compagno Salvi, questa è una lettera aperta e sarà diffusa sul mio blog e presso tutti i miei referenti su internet, così come saranno diffuse le tue risposte, per le quali ti ringrazio fin da ora.
Buon lavoro.
Aggiornamenti
Sembrerebbe che io non sia il solo a pensarla così. I compagni di Latina hanno idee simili.
Riporto la dichiarazione di voto del Sen. Gagliardi, svolta a nome dei gruppi di Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e Sinistra Democratica: “Il contenuto della proposta emendativa è condivisibile in quanto, oltre a rappresentare un atto dovuto nei confronti
dell’Unione europea, e` pienamente rispettoso dell’articolo 7 della Costituzione, ispirandosi al principio della separazione tra Stato e Chiesa cattolica e contrastando la concessione di indebiti privilegi. Cio` nonostante, per ragioni di carattere politico e al fine di garantire la coerenza e l’organicità della manovra complessiva, preannuncia l’astensione dal voto.




Prendi in considerazione il partito socialista, mi sembra il più coerente in quanto a laicità e adesione a valori e programmi del Pse
Per ora attendo le risposte di Salvi. O di qualcuno a lui vicino. In ogni caso, avrei pronto un corridoio preferenziale verso la Rosa nel Pugno, pur allettandomi la prospettiva fortemente laica dei socialisti. Vedremo.
Non sapevo nulla di questa cosa… anch’io sono in SD, e devo dire che molte sono le decisioni dei vertici che mi hanno lasciata perplessa. è vergognoso. Ma l’emendamento da chi era stato proposto?
L’emendamento era a firma di Montalbano, Barbieri, Angius. Questi si è astenuto in quanto Presidente di turno, che di solido al Senato non vota.
Compagno, anch’io sono rimasto sbalordito nel vedere che tra i senatori astenuti vi erano quelli di SD, mi rallegra che almeno gli elettori la pensino in modo diverso. Buon lavoro.
il tuo disorientamento è per me ormai la linfa velenosa di cui giorno mi cibo.
pubblicherò sul nostro sito http://www.unasinistrauna.com la tua lettera aperta che merita il giusto rilievo ed invito te e tutti i tuoi compagni, dotati di coerenza e buon senso, a partecipare l’8 dicembre alla manifestazione che terremo a roma, in occasione di quella robaccia chiamata “assemblea della sinistra”, per la costituente del partito unico della sinistra contro i pasticci identitari ed elettorali come la federazione proposta da diliberto e subita da mussi e giordano.
con affetto e solidale condivisione dell’angoscia
raffaele barki
Bene, bravo, speriamo non ci sia bisogno del bis.
Ti linko anche io, dammi tempo.
Gentile sig. Allegrezza, ci è stato segnalato solo ora il vostro sito e la lettera aperta indirizzata al sen. Cesare Salvi (di cui però neppure Salvi era fin’ora a conoscenza), a proposito del voto di astensione di Sinistra Democratica sull’emendamento in finanziaria relativo al pagamento dell’Ici da parte degli istituti religiosi. Ebbene: in quell’occasione tutte le forze che oggi sono confluite in Sinistra Arcobaleno (ovvero Sinistra Democratica, Rifondazione comunista, Verdi e Pdci), pur condividendo lo spirito di quell’emendamento, privilegiarono rispetto al voto d’opinione la necessità di sostenere il Governo Prodi. Come vede, sia pure data con grande ritardo, la risposta alla sua lettera è di assoluta attualità: smentisce infatti, soprattutto, la campagna elettorale orchestrata contro la Sinistra, accusata di aver causato la fine di quel Governo. Come si vede, anche in questo caso, è vero esattamente il contrario: a una Sinistra responsabile, si opponeva una parte dello schieramento (la destra del PD e l’Udeur) che non ha esitato a porre fine a quell’esperienza.
ringrazio l’ufficio stampa della sinistra democratica al senato che, sebbene con un ritardo che si commenta da solo, dà una risposta soddisfacente alla mia richiesta.
è purtroppo vero che l’azioiine di governo ha messo a dura prova la sopportazione delle forze della sinsitra che, con un senso di responsabilità che non trova uguali nelle frange conservatrici della coalizione di governo, ha saputo mediare e mantenere fede ai proprio impegni programmatici anche quando questi erano in aperto contrasto con alcuni principi basilari. anche quado le questioni erano delicate e facili ad essere strumentalizzate ed usate come bandiere (la vicenda dei CUS è la sintesi più adatta).
l’esperienza conclusa ci dice che la vera responsabilità della caduta del governo prodi risiede tutta nelle forze che si ispirano in modo più o meno aperto alle dottrine cattoliche. testimoni di fenomeni di cattivo governo o di integralismo oltranzista hanno deterimnato la crisi e la caduta del governo ed il dissolvimento dell’alleanza.
molti credono che la sinistra sarà punità dall’esito delle elezioni. probabilmente i numeri non saranno incoraggianti, ma sarà importante, quali essi siano, continuare a costruire un soggetto politico democratico ed innovativo, che sia baluardo di alcuni principi e valori propri della sinistra, fondamento di una società più civile, più giusta e più felice. per tutti.