Veltroni: è tutto oro ciò che riluce?

28 09 2007

15 milioni di euro per il Museo del Giocattolo.
4,5 per la collezione di giochi antichi.
Di Leonardo Servadio e Licio Gelli.

“La voce della voci” (mensile costola de “La voce della Campania”) pubblica a luglio un articolo-inchiesta sui rapporti non troppo trasparenti fra Veltroni e certi personaggi un po’ troppo vicini a certi ambienti contaminati dal pericoloso virus P2…

L’articolo si intitola “Da Villa Wanda a Villa Ada” e narra della strana vicenda del Museo del Giocattolo. Annunciato nel 2004 , nelle parole di Veltroni, «sarà un grande fatto culturale che permetterà una rivisitazione dei costumi e del rapporto tra la società ed il gioco in più di cento anni di storia recente, un luogo per tutti, perchè dentro ognuno di noi si nasconde un bambino».

Il nuovo museo dovrà essere localizzato nelle scuderie reali del Parco di Villa Ada. Per i lavori, la giunta capitolina stanzia subito i primi 5 milioni e 370 mila euro dai fondi di “Roma Capitale”, su un totale di 12 milioni». di questi, 4 milioni e mezzo servono per l’acquisizione della collezione di un certo Servadio.

Nel frattempo, è cresciuta anche la somma totale dell’investimento, passata da 12 a 15 milioni di euro. Ne valeva la pena? Di certo ora Villa Ada, sottratta all’esclusiva fruizione degli amanti della natura, rappresenta per gli imprenditori che vi ruotano intorno un nuovo, appetibile punto d’incontro nel cuore della capitale. A due passi, fra l’altro, dall’eliporto dell’Urbe.

Chi è Servadio? Classe 1925, Leonardo Servadio ha fondato la Ellesse e si dedica alla ristorazione con il Gran Caffè di Perugia. Possiede una collezione di giocattoli antichi acquistata insieme all’amico e coetaneo Licio Gelli, una sterminata serie di trenini, bambole, pupazzi e macchinine di pregiata fattura (10.664 pezzi per un totale di oltre 33.000 componenti di gioco). Originariamente di proprietà, fino al 1999, del collezionista svedese Peter Pluntky, che l’aveva tenuta esposta nel Legetoismuseet di Stoccolma.
Potevano fare a meno, i romani, di quella irrinunciabile collezione? Secondo il sindaco Veltroni no. E quale posto migliore, per collocarla in esposizione, se non le vestigia storiche di Villa Ada.

Per gli approfondimenti… rimando al sito del giornale.


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