Grillo, la politica dei Comuni (cittadini) ed il BIBBLOG
A questo punto, nonostante stessi con un precedente post cercando di inserire l’azione di Grillo in un approccio democratico diretto praticato ma non dichiarato, devo fare un bel passo indietro! Siamo alla politica dei Guru, altro che dei cittadini!
L’importante è che il pensiero rimanga UNICO. Il cittadino DEVE partecipare alla ripresa della vita politica nei comuni e con le liste civiche. Tutto il resto ha un bel marchio di infamia, una bella lettera scarlatta cucita sul petto.
Alla faccia della democrazia, il guru decide i criteri per concedere l’uso del proprio nome: non essere iscritti a nessun partito ed essere incensurati (che di per sè, non ha un chiaro significato giuridico…). Dopo un digiuno di meditazione nelle colline della Val di Vara, si saprà quali saranno gli altri criteri, che saranno pubblicati sul BIBBLOG. Per capire e giudicare, attenderemo. Intanto l’ANNUNZIO è stato dato e tutti pendiamo dalla tastiera.
Ad ogni Meetup, ogni gruppo è concessa la facoltà di trasformarsi in lista civica per le amministrazioni comunali. Liste che saranno autonome nella loro azione. Effettivamente non si capisce bene se solo i gruppi meetup o qualunque altro tipo gruppo possa ambire alla certificazione; certo però che la “Lista Grillo per Roma” farebbe un discreto effetto, soprattutto grazie all’enorme battage che la seguirebbe.
Comunque, proprio per evitare equivoci, le liste potranno chiamarsi come vogliono ed essere autonome nella loro azione. Addirittura, per soddisfare ogni esigenza politica, in ogni città ci potranno anche essere più liste. Immagino che lo stesso valga per i municipi delle grandi città.
Per modi, contenuti, stile ed altri aspetti secondari, l’equazione è questa:
Grillo=Berlusconi
E non è un bel paragone, né per l’uno, né per l’altro.
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Di seguito, qualche considerazione tratta da una lettera che ho inviato ad Eugenio Scalfari.
La vicenda del V-Day ha scatenato un dibattito che non mi sarei atteso. Non immaginavo che i media decidessero di portare in evidenza la vicenda che è il frutto di un lavorìo che Grillo sta conducendo da anni, con un’impennata un paio di anni fa, quando costituì la grande community virtuale degli amici di Beppe Grillo sparsi in tutto il mondo, e che si tengono in contatto fra loro utilizzando la stessa piattaforma tecnologica che ha usato tempo fa il Partito Democratico USA per alcune sue importanti attività (primarie, presidenziali, ecc.).
Tale piattaforma si chiama meetup.com e ne esiste una sezione interamente dedicata ai gruppi di Grillo che si raggiunge all’indirizzo http://beppegrillo.meetup.com/boards. La piattaforma poi, declina tutto un insieme di gruppi locali che raccolgono circa 20.000 iscritti su tutto il territorio. Ma, dato che ho dapprima fatto parte attivissima del gruppo di Roma e poi dopo due anni l’ho lasciato, posso dire che non è tutto oro quello che luccica. Vediamo qualche dato. La metà se non più di questi iscritti non partecipa da settimane o mesi alle discussioni on line, il che riduce a circa 10.000 persone, ripeto: sull’intero territorio nazionale e contando i gruppi all’estero, la “forza”. Di queste 10.000 presenze virtuali, la maggior parte (oltre il 75%) partecipa solo alle discussioni ed ai dibattiti on line. Siamo scesi a 2.500 potenziali attivisti, molto diluiti sul territorio e quindi con una presenza locale che, nei casi più fortunati, difficilmente supera le 30-40 persone. Praticamente nulla. Almeno se si considerano realtà come Roma, Napoli e Milano, che sono i casi più fortunati cui accennavo prima. Certo, si tratta di stime di massima, che possono risentire di eventi quali la presenza di Grillo per uno spettacolo o la grande kermesse di Bologna, ma di solito, dopo l’impennata, si assiste ad un’onda di riflusso che “azzera” il picco e torna nel trend. Qual è il trend? Perché la musica non cambia molto da quando ci sono stati i girotondi. Uno si iscrive al gruppo della sua città, inizia a partecipare on line al dibattito, scopre tante belle cose sull’informazione, sui gruppi di acquisto solidale, sull’energia (tutte cose che poteva sapera anche SENZA che ci fosse Grillo, dato che si tratta di informazioni che sono in rete da anni), va al primo incontro organizzato per conoscersi, si guarda un po’ intorno. Magari torna al secondo o partecipa a qualche conferenza, a qualche sit in, oppure porta un documento con qualche richiesta sui problemi locali all’assessore di turno, poi si scontra con il nulla: nessuno sa che senso ha quello che si sta facendo, in quale contesto si collocano le proprie azion e la propria partecipazione. L’importante è fare e denunciare a far emergere i problemi. Tutto lecito, ma ognuno, nel suo intimo si domanda: “ma a quale mulino sto portando l’acqua?” Ed ecco che la risposta standard è che non si è un partito, che si fanno le cose localmente, che ci si deve impegnare nelle liste civiche, che l’importante è fare qualcosa.
Insomma, un bluff di portata cosmica!
4 Commenti
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Il tuo ragionamento mi lascia perplesso.
Premetto che il “movimento” non ideologico di Grillo mi lascia perplesso ma in quanto non “ideologico”.Che è la stessa cosa del PD.
Se uno parte dalla questione che poni sul mulino e sull’acqua la differenza che vedo è che con Grillo questa questione non è definita (ancora), nei “nuovi” soggetti è sempre la stessa: un sistema autoreferenziale di relazioni tra politica, poltrone e poteri economici forti.
Grillo non sarà certo il meglio ma quelli che rappresentano i partiti? Ho sentito Veltroni dire che la politica deve dare spazio e non essere invadente. Mi viene da ridere. Detto da uno che mangia pane e politica da quando è nato.
Ho votato Prodi turandomi il naso perchè sennò veniva il nano malefico.
Ora è palese che Prodi e la sua banda di musicanti è peggio del nano.
Per cui tra l’uno e l’altro (o i rispettivi schieramenti) non andrei proprio a votare: a questo punto, posso dire con cognizione di causa, che il nano sarebbe persino “il male minore”.
Quindi perchè non provare anche con Grillo? Peggio di così…
Stratex, quello di cui nè tu nè i vari “detrattori” di Grillo tenete conto quando analizzate le sue performances è che lui è un comico! Non si possono soppesare le sue parole come se fossero quelle di un politico: il suo lavoro è fare satira! E’ palmare che lui enfatizza volutamente i suoi pensieri, sono le sue doti istrioniche a fargli amare il paradosso, l’esagerazione, l’ironia.
Credo che nessun cittadino deciderebbe di non votare per un candidato onesto e affidabile a causa di una tessera politica, non sarebbe ragionevole. Quel che posso evincere dalle parole del comico è però l’esigenza di avere politici -a livello di comuni- che si occupino di problemi tangibili, piuttosto che di scalare le vette del proprio partito.
Stratex, credo che si faccia un torto alle persone che hanno votato le proposte di legge (che in realtà, se ci fosse un briciolo di buon senso, non avrebbero nemmeno bisogno di essere regolate da una norma)quando le si etichetta come il “popolo di Grillo”, una specie di gregge acefalo che seguirebbe la “Verità” dettata dal “Maestro”. La mia esperienza mi ha insegnato che questo atteggiamento di adesione acritica è molto più diffusa tra gli adepti dei vari partiti, piuttosto che tra coloro che -stufi di un andazzo così poco morale- sperano che la loro firma serva almeno per smuovere questa situazione inerte ed esecrabile.
Cercando su internet ho trovato il nome del mio blog (Il Bibblog) in quest’articolo! A cosa vi riferite? (ovviamente non si tratta del mio bibblog!)
eheheh
Bibbo III.