Roberto Mangabeira Unger: un filosofo e un manifesto per la Nuova Sinistra


Roberto Mangabeira Unger è Brasiliano, classe 1947. Filosofo e sociologo del diritto è stato uno dei maggiori critici del governo di Luiz Inacio Lula da Silva (“il più corrotto della storia del Brasile”), fin quando lo stesso Lula lo ha nominato ministro e lo ha messo alla guida della “Segreteria di Pianificazione a lungo termine”, già soprannominata a Brasilia il “ministero del Futuro”. Insegna da 36 anni Filosofia del Diritto all’università americana di Harvard. (wiki in portoghese, wiki in inglese)

Bene, questo giusto per dire due parole su di lui. La sua opera filosofica, in Italia, è pressoché sconosciuta, dato che solo un paio dei suoi libri sono stati tradotti e distribuiti. Ultimissimo in ordine di uscita (un incontro fortuito a spasso in una libreria…) il suo “Democrazia ad alta energia – Manifesto per la sinistra del XXI secolo“, edito da Fazi.

Attribuisco a questo libro un valore quasi “catartico”. Era tempo che cercavo una sintesi del turbine di pensieri che ruotava attorno al concetto di “sinistra” e del suo ruolo in Italia. Finalmente, con Roberto Mangabeira Unger ho trovato quello che cercavo: un’analisi lucida, sintetica e suggestiva della crisi della sinistra e la traccia per costruire una politica di sinistra, soprattutto quando si conquista il governo del Paese.

Mangabeira individua dapprima i motivi del disorientamento della sinistra e poi indica le linee di un Manifesto per la Nuova Sinistra, modulato sugli aspetti peculiari del nuovo contesto sociale, economico e politico.

Il disorientamento attuale della sinistra dipende, secondo Mangabeira dipenderebbe da questi fattori:

  • Mancanza di una prospettiva alternativa: tuttora ancorata ad una sorta di “dirigismo temperato, la sinistra non è riuscita ad elaborare una visione alternativa nell’assetto politico, istituzionale ed economico, svincolata dalle ideologie che ormai sono da consegnare alla storia.
  • Mancanza di un’idea di mondo: la sinistra sembra avere completamente perduto la sua capacità di immaginare e proporre un nuovo “contratto sociale” che regoli i nuovi assetti economici e politici e sia in grado di soddisfare le esigenze di una società profondamente mutata.
  • Mancanza di un gruppo di riferimento nell’elettorato: dopo il progressivo scollamento da una classe operaia (propriamente detta) in decisa contrazione numerica, la sinistra ha cominciato a far riferimento ad una base elettorale priva di un’identità sociale definita.
  • Mancanza di una “crisi”: non voler prendere atto della crisi evidente della sinistra, impedisce di affrontarla, superarla e trarre da questa l’opportunità di un’effettivo cambiamento.

Ecco invece, in sintes, quali sono le indicazioni di Mangabeira per costruire una Nuova Sinistra:

  1. porre l’inclusione sociale e la crescita individuale al centro della politica, dell’economia e della società;
  2. ridisegnare la politica (pratiche, modalità, comportamenti), la struttura della produzione e gli assetti economici;
  3. ripensare il senso delle riforme istituzionali, della democrazia rappresentativa e dell’economia di mercato, traguardandole rispetto all’evoluzione della società;
  4. privilegiare il “pluralismo” sociale, economico e politico rispetto alla contrapposizione fra orientamento al mercato e dirigismo dello stato;
  5. sostituire al principio “tassazione e redistribuzione” un principio di “uguaglianza e inclusione” nella logica dello sviluppo e della crescita;
  6. democratizzare il mercato rinnovando le sue logiche e le sue pratiche, consentendo la coesistenza di differenti regimi di proprietà e di contratto negoziale;
  7. mettere al centro della politica sociale lo sviluppo delle potenzialità individuali, sia attraverso programmi di insegnamento orientati allo sviluppo di abilità concettuali e pratiche piuttosto che all’insegnamento di pratiche di lavoro, supportando economicamente chi si trova in momenti cruciali della sua esistenza (cosiddetta “eredità sociale”);
  8. supportare la democratizzazione dell’economia organizzando la solidarietà sociale e la democrazia politica al di là del mero trasferimento di denaro (dare pari dignità a chi si occupa degli altri -terzo settore- e a chi partecipa al sistema produttivo);
  9. incoraggiare e sviluppare la partecipazione dei cittadini alla vita politica organizzata e istituzionale, anche attraverso i partiti.

Qui di seguito, una recensione del libro

La teoria dell’avventurosità.
Idee nuove per la sinistra democratica mondiale.

Sinistra è innovazione, fantasia, trasformazione. Non moderazione, ripiegamento, conservazione. Dopo anni di “terze vie”, ecco un autore che rappresenta uno dei riferimenti imprescindibili della cultura progressista internazionale. Uno studioso che reinventa la cassetta degli attrezzi della sinistra mondiale in nome di un progressismo senza timori reverenziali. In questo libro Roberto Mangabeira Unger invita la sinistra ad andare oltre le sterili divisioni tra moderati e radicali per riappropriarsi della capacità di immaginare profonde trasformazioni. Il filosofo indica con chiarezza cosa dobbiamo combattere: l’egemonia della superpotenza USA; il modello istituzionale delle democrazie occidentali, prono al neoliberismo; la “dittatura dell’assenza di alternative” e del “neoliberismo appena temperato”; le scienze sociali fredde e razionalizzatrici. E mostra di cosa ha bisogno la sinistra: un’alternativa, un’idea del mondo, un agente sociale e una crisi di trasformazione. Non basta la difesa dei “vecchi piccoli diritti”, né l’umanizzazione della società, ma è giunto il momento della “divinizzazione dell’umanità” e della “riappropriazione del sublime” (contro la sua “privatizzazione”), di una rivoluzione anche spirituale, contro la povertà di immaginazione che avvilisce la nostra epoca. Non è New Age, ma neppure neomarxismo, è qualcosa di inedito: Democrazia ad alta energia è una reinvenzione a 360 gradi delle categorie della teoria politica progressista.

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2 pensieri su “Roberto Mangabeira Unger: un filosofo e un manifesto per la Nuova Sinistra

  1. Vincenzo Fiore Marrese

    Salve,
    davvero interessante il tuo articolo.
    Avevo appena scoperto Unger attraverso un saggio di Carla Faralli (“La filosofia del diritto contemporaneo”, edito per i tipi di Editori Laterza) ed è stata una delle prime e poche cose interessanti che ho trovato in rete,in italiano, su questo autore.
    Il pensiero di Unger, per quel poco che ho intuito, mi sembra molto stimolante e da approfondire sicuramente anche tramite la lettura di “Democrazia ad alta energia”.
    Tratta dei temi che andrebbero affrontati non solo nel campo del Diritto ma anche in quello dell’Arte Contemporanea, dove la “Mancanza di una prospettiva alternativa” e la “Mancanza di un’idea di mondo”, ma non solo, sono argomenti tanto urgenti quanto ignorati.
    Buona serata.

    Risposta
  2. stratex Autore articolo

    Ciao vincenzo,
    onorato della tua visita. purtroppo, sebbene Unger abbia scritto molto in italiano è stato tradotto solo il testo di cui parliamo qui. trovo condivisibile ed un interessante spunto l’estensione al mondo dell’arte. non mi era proprio venuto in mente.

    Risposta

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