8×1000 e coscienza

28 10 2006

È possibile sottrarre alla CEI e al Vaticano una parte del loro potere di influenza sulla coscenza e sulla politica in Italia, evitando di bombardare il Vaticano?

Il Vaticano ha preso ufficialmente posizione contro i referendum sulla procreazione assistita e i toni preannunciano una violenta campagna contro l’aborto.

Ora, molti sapranno che:

  • numerose chiese (soprattutto quelle monumentali) sono di proprietà dello Stato Italiano (gestite dal Fondo per gli Edifici per il Culto, presso il Ministero dell’Interno), ma sono utilizzate dalle diocesi per i loro scopi di culto. Si tratta di un residuo del sequestro del patrimonio dello Stato della Chiesa sconfitto nel 1871;
  • da dati del 2002 che ho recuperato su internet, ho scoperto che esiste un Istituto centrale per il sostentamento del clero cattolico in servizio nelle diocesi, regolato dalla legge n. 222 del 20/05/1985. L’Istituto centrale opera attraverso istituti diocesani che erogano ai sacerdoti uno stipendio o un’integrazione delle entrate, tale da “garantire il congruo e dignitoso sostentamento del clero che svolge servizio in favore delle diocesi”, ovvero l’esercizio del ministero come definito nelle disposizioni emanate dalla CEI. Insomma, questi istituti, in pratica pagano lo stipendio ai preti e ai parroci diocesani. Il finanziamento avviene localmente sulla base dei redditi patrimoniali degli istituti, che in caso di necessità si rivolgono all’istituto centrale. In base ai dati che ho raccolto, gli Istituti Diocesani Sostentamento Clero sostengono l’istituto centrale per il 10,94%, le erogazioni liberali (offerte dei fedeli) per il 6,25%, il “fondo otto per mille” per l’82,81%.

Succede, quindi, che, percependo uno stipendio dallo Stato Italiano, pagato anche da coloro che non dichiarano manifestamente di voler sostenere la chiesa, preti diocesani e parroci sono assimilabili almeno in parte a dipendenti pubblici.

Stante questa realtà, a mio parere è del tutto ingiusto che costoro nell’ambito delle loro attività svolgano qualunque forma di propaganda politica: sarebbe come se i dipendenti delle poste, quando vai a pagare la bolletta ti dicessero: “45 euro, grazie! e si ricordi che astenersi dal referendum è un suo diritto”. Non credo che se avvenisse nella realtà lo sopporteremmo.
E allora, perché accettare che lo facciano vescovi, parroci e preti?

Si potrebbe pensare di mettere in piedi una proposta di legge di iniziativa popolare volta a sottrarre alla Chiesa Cattolica tutte le forme di sostentamento e di privilegio che attualmente garantisce lo Stato Italiano attraverso il prelievo fiscale.


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