Cosa cambia in Arcigay Roma?

15 06 2009

Aria di novità in casa Arcigay a Roma. Una gola profonda (che per essere in tema di gayezza è una regola, piuttosto che un’eccezione) mi dice che a Fabrizio Marrazzo, il plebiscitario presidente di uno dei più grandi e potenti  circoli provinciali dell’Arcigay è stato unanimemente sfiduciato dalla Segreteria Nazionale e gli è stata ritirata la delega allo sport.

Le motivazioni che sono circolate sono piuttosto imbarazzanti per chi ricopre un ruolo di levatura nazionale: boicottaggio delle iniziative nazionali a vantaggio di quelle locali, poca collaborazione nell’attività della segreteria, mantenimento di un atteggiamento di continuo contrasto e dissenso con le decisioni assunte dall’organo collegiale.

Sembrebbero aver pesato nella grave decisioni proprio i più recenti eventi che si sono succeduti nell’organizzazione del Roma Pride 2009, nella quale l’Arcigay di Roma sembra aver voluto profondere tutte le sue nota capacità mediatiche, rafforzate da una vicinanza fin troppo evidente con l’entourage del presidente della Provincia Zingaretti.

Ebbene, quali scenari si aprono adesso per il futuro dell’Arcigay a Roma? Considerato che da tempo si parla del trasferimento della sede nazionale proprio a Roma, si potrebbe addirittura pensare ad un tentativo di “ridimensionamento” programmato per tappe successive. Vedremo gli eventi, sempre pronti a dar conto delle cronache salottiere da una Roma sorniona e accaldata.





Certi Diritti al RomaPride 2009

14 06 2009
Gli sposi di Certi Diritti al Roma Pride

Gli sposi di Certi Diritti al Roma Pride

Bella giornata, ieri, per il Roma Pride. Cielo sereno, moderato ponentino, temperature piuttosto alte.

Sono stato al Roma Pride nella sezione del corteo dedicata all’Associazione Radicale Certi Diritti. Dapprima preparando in mattinata le nostre automobili e poi nel nostro corteo di spose e sposi, che ha avuto un bel successo. Qui, apriamo il video del Corriere della Sera.Qui e qui e qui, in corteo, sulla Repubblica. Per le foto che non sono apparse sulla stampa, vi consiglio di dare un’occhiata sul mio profilo su Facebook.

Piuttosto, la sera, attorno alle 21, tornando a casa ho incrociato la processione di S. Antonio dalle parti di Via Taranto. Una cosa ridicola, con al massimo un migliaio di persone, fra preti, fedeli, chierichetti, polizia, carabinieri. Bè, sapete che QUESTO era il corteo chiamato in causa per vietare l’uso di Piazza S. Giovanni come punto di arrivo per il Pride?

Per 150.000 (insomma fate voi) a 1.000 vince il Roma Pride, alla faccia delle autorità.

La 7

Rai TG3

Video di Rifondazione





Avanti a sinistra?

8 06 2009

Abbiamo consegnato le elezioni europee alla storia. Lascio a chi è più bravo di me commentare le implicazioni politiche del voto e le cause che lo hanno determinato.

Oggi, a noi, sia che abbiamo combattuto e creduto nell’idea di una sinistra lontana da fondamentalismi e da facili paradigmi lontani dalla realtà, sia che questi costituiscano un riferimento irrinunciabile, spetta una grande responsabilità.

Le forze laiche e di provenienza dalla sinistra assommano ad un corposo 9,4%. Una vera e propria apertura di credito che alcuni milioni di elettori hanno espresso chiaramente. Cosa avranno voluto dire questi elettori? Unire la sinistra come si affanna la rete a forza di appelli di ogni tipo, superando ogni divisione. Unire le forze laiche affinché costituiscano la sponda che manca al PD? Non è chiaro. Nessuno può avere una risposta chiara e sostenibile. Almeno, nessuno può avere una risposta che abbia una coerenza intrinseca.

E’ possibile che “rasando” i vertici dei partiti della sinistra (sinistra e libertà, alleanza dei comunisti, partito comunista dei lavoratori), ed ammesso che questi partiti che hanno appena fatto scelte gravi lo vogliano veramente a partire dalla loro base di militanza, che il popolo della sinistra si riunisca in un solo corpo?

A me sembra tutto molto prematuro e difficilmente realizzabile.

Non credo che sia concepibile una riunificazione, anche solo programmatica, di Sinistra e Libertà con Rifondazione Comunista, i Comunisti italiani e i lavoratori Comunisti. Lo strappo che ha fatto SL e la profondità delle motivazioni che lo hanno determinato è talmente profondo da impedire che si pensi ad una prospettiva di questa natura. Soprattutto perché ora, soldi permettendo, SL penserà al suo futuro e all’aggregazione di una nuova base di militanza, in vista degli appuntamenti elettorali dell’anno prossimo.

Analogamente, i veti posti dai vertici di SL ad un’alleanza elettorale con i Radicali, pur se comprensibili nella prospettiva della costruzione del nuovo partito, hanno lasciato un solco difficilmente colmabile che raggelerà, purtroppo, tentativi in questa direzione. Peccato, perché una potenziale alleanza con i Radiali avrebbe riportato fortemente al centro della scena politica la questione della laicità, la cui bandiera è oggi nelle deboli mani di Di Pietro, almeno in Europa.

Non lievi saranno le tentazioni di Sinistra e Libertà di orbitare attorno al PD, come un suo satellite capace di regalare “emozioni” all’alba e al tramonto, ma senza riuscire a determinare altro che “maree” temporanee, prontamente contrastate dall’anima inguaribilmente clericale del PD, fin troppo sostenuta da presenze troppo legate al’Opus Dei e ad altre amene formazioni di fondamentalisti.

Escluderei la possibilità che vi possa essere un ulteriore coagulo allargato all’Italia dei Valori, fin troppo lontana dalla visione politica che fino a oggi hanno espresso le forze della sinistra. E’ una formazione molto legata al tema della giustizia e dell’onestà (anche troppo chiaramente ricalcate sulle “mani pulite” di Berlinguer), ma che con la sinistra e la democrazia ha decisamente molto poco a che fare.

Non rimane che stare divisi e continuare a sperimentare i propri percorsi, sperando che si aprano spiragli istituzionali e che sia possibile mantenere e consolidare le posizioni di rappresentanza locale, con lo scopo di ricostruire lentamente ma con determinazione la rete di relazione e di solidarietà con le persone.

Quindi, avanti a sinistra e buon lavoro a tutti quelli che ci credono e non si fermeranno.

A chi dà la Sinistra per morta e sepolta, invito a riflettere sulla sua diffusione in numerosi consigli regionali, privinciali e comunali. Non sarà facile liberarsene.





Comunque Pride!

5 06 2009
Roma Pride 2009

Roma Pride 2009

Appuntamento per tutte e per tutti a Piazza Repubblica il 13 giugno, alle ore 15,30!

Aderisci anche tu inviando un’email a romapride@gmail.com

Qualcuno un po’ nostalgico dei “bei tempi” degli anni ‘70 e delle cariche della polizia rimarrà certamente deluso. Il comitato promotore del Roma Pride 2009 ha respinto ogni ipotesi di stravolgimento del senso della manifestazione e dell’evento, riaffermandone il suo carattere pacifico, di rivendicazione e di coinvolgimento della cittadinanza e delle cittadinanze (in calce il testo letterale del comunicato).

Il Pride si farà e su questo non c’erano dubbi da parecchio tempo. Il 13 giugno l’appuntamento è a Piazza della Repubblica (salvo intempestivi interventi delle autorità, ormai improbabile e decisamente sconsigliabili), alle 15,30 per muovere verso una destinazione che non è ancora precisa, ma che sembra essere o Piazza Navona. o Piazza Bocca della Verità, passando in entrambi i casi attorno al Colosseo (si perché per qualche misterioso ed inconoscibile motivo, le manifestazioni non possono attraversare Piazza Venezia… sarà per la sua vicinanza con Palazzo Grazioli?).

Non sono più i tempi della repressione allo Stonewall Inn e di Sylvia Rivera, ma c’è ancora da combattere. Solo che le forme della lotta prendono oggi altre strade, quando è lo stesso presidente degli USA che dedica il mese giugno ai diritti delle comunità lgbt, non è più neanche lontanamente immaginabile fare paragoni con quanto accadde a Christopher Street in quel giugno del 1969.

Eppure, come accennavamo sopra, qualche “inutile idiota” della Prefettura di Roma, più realista del re, quest’anno l’ha combinata più grossa del previsto. Soddisfatte le pretese della curia vaticana di non far arrivare il corteo a Piazza S. Giovanni (con la scusa del processione rionale di S. Antonio e peraltro impraticabile per i lavori stradali sulle vie di accesso), ha pensato bene di boicottare in qualche modo l’organizzazione della manifestazione. E così un andirivieni di visite dei rappresentanti del presso gli uffici di questura e prefettura, telefonate, contrordini, divieti, impugnazioni davanti al TAR e al Presidente della Repubblica, motivi pretestuosi in contraddizione continua fino a usare il famoso protocollo come una bibbia o un randello, per poi suggerire di derogarlo (ma ’sto protocollo è obbligatorio o serve solo a garantire che solo la “casta” dei firmatari possono avere delle deroghe?).

Insomma, al di là dei fatti “burocratici”, questi probi funzionari hanno preparato una bella frittata politica che adesso rischia di bruciare sul fornello, se qualcuno non interviene. E non potranno che essere le massime autorità cittadine a farlo, che si meritano una bella e sonora bacchettata sulle manine, per essere state così miopi da aver lasciato che si creasse un inutile caso politico che tutti potranno abilmente sfruttare. Il sindaco Alemanno e l’assessore Croppi sono stati tirati dentro con tutte le scarpe in una vicenda che, c’è da immaginare, non sospettassero stesse prendendo questa piega. Alemanno, infatti, sostiene che la giunta non ha nessun ruolo nella vicenda (!) e si è attivata “per cercare di trovare una soluzione accettabile, in maniera tale che venga rispettato il protocollo e che non ci siano discriminazioni nei confronti di questa manifestazione. Speriamo di trovare la soluzione nei prossimi giorni”. Mentre Umberto Croppi dichiara che,  essendo “stato via qualche giorno, se n’è occupato il gabinetto del sindaco» e precisa che “non c’è alcuna opposizione politica, anzi. Ora mi metterò al lavoro per trovare una soluzione, anche perché i promotori del Pride hanno mostrato sin dall’inizio grande disponibilità a concordare un itinerario che non desse problemi”, considerando che il Pride si  tiene a Roma “in modo regolare” da anni.

In attesa dunque Ora che l’amministrazione capitolina ha sbrogliato la matassa che il solerte funzionario ha scioccamente creato, il Comitato non può che ringraziare tutti i partecipanti alla solita querelle pre Pride che, grazie alla stampa, alla rete e ad una cittadinanza più sveglia di quanto piaccia ai politici renderà, ancora una volta, il Roma Pride una grande manifestazione nazionale e politica.





Roma, provincia dei diritti GLBT

2 06 2009
Roma Pride 2009

Roma Pride 2009

Se qualcuno ancora crede che Roma sia una città moderna, tollerante e accogliente e multietnica, bè, sappia che si sbaglia.

Anche quest’anno, ostacola in tutti i modi leciti ed immaginabili lo svolgimento del Pride, nonostante tutti i tentativi di mediazione che il Comitato Promotore sta portando avanti.

A una manciata di giorni dalla parata del 13 giugno non è ancora stato sciolto il nodo del percorso.
La Questura ha apposto il 1° giugno il terzo diniego al percorso richiesto, con motivazioni sempre più assurde e pretestuose, tanto da dare adito persino a ricorsi giudiziari dinnanzi al TAR e al Presidente della Repubblica.

Alla usuale questione dei diritti e delle rivendicazioni GLBT si viene quindi ad aggiungere un grave vulnus alla agibilità democratica di Roma, che affida all’arbitrarietà di valutazioni e protocolli unilaterali l’effettiva possibilità di svolgimento di una grande manifestazione per i diritti civili e la visibilità di un’intera comunità.

Ancora una volta le istituzioni sembrano aggrapparsi ad inesistenti incompatibilità con altre manifestazione di devozione popolare (smentite dagli stessi diretti interessati, i frati minori che organizzano la processione RIONALE di S. Antonio) pur di negare Piazza San Giovanni al Pride, come già avvenuto lo scorso anno. Ma quest’anno accade di peggio, perché le stesse istituzioni contrastano attivamente il libero svolgimento della manifestazione negando persino lo stesso percorso autorizzato dell’anno scorso, da Piazza della Repubblica a Piazza Navona.

Un precedente gravissimo per tutti i cittadini e per tutte le manifestazioni future. Un attacco gravissimo alla laicità e alla libertà di manifestazione che riguarda tutti i cittadini e non solo le lesbiche, i gay e le trans.

Per questo oggi è importante aderire personalmente e sostenere con il massimo impegno il RomaPride 2009.

La adesioni individuali, di associazioni e di gruppi possono essere inviate a romapride@gmail.com.

Inoltre, è opportuno dare massima diffusione a questo messaggio e partecipare alle iniziative di sostegno e di rivendicazione che saranno comunicate dal Comitato Promotore che si riunirà dei prossimi giorni per decidere come rispondere a questa recrudescenza di autoritarismo postfascista.

I giornalisti e tutto il popolo della rete possono dare un grande contributo per diffondere queste notizie e fare informazione contro una cappa di silenzio che avvolge questa situazione.

Grazie a tutte e tutti dell’impegno!

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Dear friends,

a few day before the date of Roma Pride 2009 and no route has been authorized for the final march. Police autohrities have formally declared that the march must be held along a path totally inconsistent with the requirements of the Roma Pride Committee.

Today, Rome force us to claim against a conservative attack to the basic democratic and civil rights, as guaranted by the Italian Constitution and the international conventions. Piazza San Giovanni is once more off and so it is for the last year path from Piazza della Repubblica to Piazza Navona.

Rome actually needs moral support from all aver civiliezed countries!

People, groups and associations are invited to give their support by writing to romapride@gmail.com and spreding and forwarding this message to other people, groups or associations, glbt groups, pride organisers, activists for civil and human rights, politicians, journalists that can be inetersted on this topic, to create attention and expectations. Any other kind of iniative at any level with the same aim are welcome.