Questioni di stile

Lo stile conta. Eccome. Almeno quanto i contenuti. La forma è sostanza? No, ma la completa, la integra e le dà una rilevanza diversa, a seconda di come la forma si esprime ed è percepita.
Alemanno “parla a nuora perché suocera intenda” ed invece di convocare gli organizzatori del RomaPride per un incontro con il Sindaco presso gli uffici dell’Amminsitrazione Comunale, lancia un’esca attraverso una trasmissione di satira… Divertente, ma delegittimante sul piano politico e un po’ deprimente sul piano umano.
Dall’altra parte, Sergio Cofferati, Sindaco di Bologna, convoca i portavoce e gli organizzatori del BolognaPride (nazionale!) e li invita a Palazzo D’Accursio per un incontro ufficiale, con una lettera che dà il sapore della differenza, di cui riporto uno stralcio, per comodità di chi legge. Non credo occorrano altre considerazioni:
[...] è mio desiderio incontrarVi presso la Residenza Comunale per condividere, nello spirito della stessa manifestazione, le eventuali azioni utili a realizzare l’obiettivo di assicurare i diritti fondamentali della persona e di contrastare pregiudizi e discriminazioni verso le persone gay, lesbiche e transessuali [...]
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Già che mi trovo, colgo l’occasione per trascrivere la lettera che Arcigay Roma - Gruppo ORA, DGP, Linfa Roma e Azione Trans hanno scritto dopo la riunione che chiudeva il dibattito sulla piattaforma del RomaPride (i link sono miei). Aggiungendo la mia risposta.
Carissime/i,
in merito alla riunione del 12 maggio riguardante la proposta di approvazione del documento politico per il Pride di Roma del 07/giugno/2008 ci tenevamo a precisare alcune cose.
Pur se il documento è condivisibile per alcuni contenuti, non lo è totalmente nella forma, o se preferite nei toni.
Esiste una sostanziale differenza tra l’essere fermi in una posizione e l’essere rigidi, tra l’essere protagonisti di un fare politica al passo coi tempi e usare schemi e linguaggi obsoleti.
Tuttavia ci rendiamo conto che sarebbe un danno notevole, in questo scenario politico, che il Pride romano non vedesse la partecipazione di tutti, proprio perchè il pride è di tutti e non di qualcuno che decide modi e tempi senza dare spazio alla vera fase di decisione condivisa.
Sicuramente l’aver avuto più tempo per l’elaborazione del documento avrebbe permesso di migliorare e integrare maggiormente i pensieri, le azioni e le peculiarità di tutte le associazioni presenti. Nello stesso tempo cominciare a riunirsi con maggiore anticipo avrebbe permesso anche di migliorare e condividere maggiormente la struttura del pride e la sua organizzazione.
Per tali ragioni crediamo sia nostro preciso dovere partecipare al Pride di Roma, ma scegliamo di non sottoscrivere il documento politico redatto, e verremo al Pride rivendicando le nostre battaglie di sempre, evitando di produrre altri documenti che avrebbero il solo effetto di alimentare una polemica di divisione del movimento che non vogliamo e non cerchiamo, per questo chiediamo a tutti di evitare che il Pride diventi uno strumento di contrapposizione tra associazioni LGBT.
Quindi, in sintonia con molte associazioni, pensiamo che sia utile stabilire un agenda programmatica per l’organizzazione del Pride Romano 2009.
Quelle stesse associazioni che hanno espresso la sensazione di non essere state realmente coinvolte, se non per far numero e portabandiere ci proponevano di incontrarci subito dopo il pride romano.
Pur apprezzando l’energia e la passione delle associazioni che ventilavano come data già l’8 giugno 2008 crediamo che sarebbe preferibile rimandare tale data a sabato 27 settembre per permettere a tutti di “ricaricare le batterie”
Pensiamo che la strategia migliore sia la creazione di commissioni di lavoro che affrontino in maniera autonoma ma condivisa i vari aspetti dell’organizzazione.
Le aree di lavoro che proponiamo sono:
- Elaborazione Piattaforma e documento politico
- Logistica (percorso, richiesta permessi, palco etc..)
- Comunicazione (stampa, pubblicità, sito etc)
- Eventi (festa, eventi culturali e ricreativi collaterali)
- Raccolta fondi (fondi pubblici e sponsorizzazioni)
Siamo sicuri che l’energia, la passione e la creatività di tutti quanti noi e di tutti i volontari riuscirano a creare un Pride 2009 ancora più bello e significativo.
Arcigay Roma - Gruppo ORA
Di Gay Project
Azione Trans
LINFA Roma - Lega Italiana Nuove Famiglie
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Buongiorno a tutte e tutti,
Alla legittima esposizione di posizioni differenti da quanto deciso in forma assembleare, condivisa e consensuale dai partecipanti ai lavori di organizzazione del Roma Pride fino al 12 corrisponde l’assunzione responsabile di una posizione che non porta alla divisione. Ringrazio pertanto, non solo a titolo personale i sottoscrittori della lettera, sottolineando l’importanza del gesto di non produrre e diffondere un documento alternativo, consapevoli degli effetti negativi che questa azione potrebbe produrre.
Tengo a rimarcare che, nel contenuto della lettera non sono completamente condivisibili i punti in cui si afferma che vi sia “qualcuno che decide modi e tempi senza dare spazio alla vera fase di decisione condivisa”. Si può disquisire delle modalità, certamente sempre migliorabili, ma non certo sulla sostanza. Quello del 12 è stato il terzo incontro di coordinamento esteso a tutte le associazioni interessate al Roma Pride. Fin dal primo incontro c’è stato ampio spazio per il dibattito, la discussione e la presentazione di proposte alternative. Se non sono state avanzate, non si può che prenderne atto: esso possono essere l’evidenza di una situazione di egemonia da parte di qualcuno, così come l’espressione di una fiducia implicita e di un’approvazione manifesta da parte di chi non ha ritenuto di mettere in discussione quanto fatto o proposto. Ciascuno giudichi secondo i propri punti di vista e le proprie sensazioni.
Terminando la parte “ufficiale” del mio intervento, mi permetto di esprimere alcune considerazioni personali sul resto dei temi sollevati.
Personalmente, trovo che proporre la creazione di un comitato per l’organizzazione dell’Italia Pride del 2009 (nella convinzione personale, ma condivisa da moltissimi, che non devono esistere più Roma Pride ma Pride unitari, nazionali che si svolgono nella loro sede naturale, che è quella di Roma), proprio nell’ottica dell’evoluzione della manifestazione, sia cosa saggia, già sperimentata lo scorso anno, come in precedenti occasioni di grande successo internazionale, ed assolutamente da riprendere e consolidare.
Ma concentrare lo sforzo unitario, limitandosi all’organizzazione di un’unica manifestazione, mi sembra francamente riduttivo rispetto al vero grande problema dell’assenza di un movimento Q italiano, partecipato, democratico, rappresentativo ed unitario, al posto del quale esiste una pletora di associazioni che non riescono ad intercettare le esigenze della comunità Q che è ormai cresciuta per dimensione, maturità e livello dei bisogni e non possono quindi costruire una rappresentanza o anche solo una relazione credibile ed affidabile verso le istituzioni e le forze politiche ed ECONOMICHE, aspetto quest’ultimo fin troppo spesso tralasciato, impedendo che eventuali intenzioni da parte di soggetti privati di dare contributi materiali in modo trasparente potessero concretizzarsi e canalizzarsi verso i soggetti in grado di utilizzarli per i fini della COMUNITÀ e non di singoli soggetti associativi.
Ho cercato di esprimerlo in poche parole, ma il vero problema è indiscutibilmente questo (per chi avesse voglia di discuterne, c’è ampio spazio qui) e fin quando non si arriverà alla maturazione di un pensiero condiviso su questo tema e non si disegneranno le possibili soluzioni, continueremo ad affannarci ad attestare chi è più bravo ad affermare e tutelare i bisogni e le istanze di questo o quel microcosmo, ma non daremo mai un contributo serio al miglioramento delle condizioni generali della comunità Q nel suo complesso, facendo quindi solo a pochi un buon servizio, trascurando l’esigenza dei più.
Vi ringrazio per l’attenzione che mi avete dedicato e spero che la riflessione prosegua su temi di alto profilo, che sicuramente appartengono alle corde di tutte e tutti voi.












