Francesco e Manuel: rifugiati in Spagna?

3 02 2010

Questa è l’iniziativa, si intitola ¡ Que viva España ! – Francesco e Manuel chiedono asilo politico!

Oggi il portavoce dell’ambasciata di Spagna, Pedro Fernandez, ha diramato questo comunicato:

“Prendiamo seriamente in considerazione le istanze di chi attua una protesta come lo sciopero della fame. Abbiamo anche parlato con Zanardi, siamo sempre pronti ad ascoltarli. Ma come ambasciata di Spagna non riteniamo che in Italia i gay siano discriminati”. Lo dice Pedro Fernandez, portavoce dell’Ambasciata spagnola a Roma, in merito alla vicenda del giovane gay di Savona, Francesco Zanardi, in digiuno per chiedere la calendarizzazione in Parlamento di una legge sulle unioni civili. “Abbiamo ricevuto almeno una trentina di mail di altre coppie gay italiane che ci hanno chiesto asilo politico -continua Fernandez parlando ai microfoni di CNRmedia- prendiamo molto sul serio questa vicenda ma, ripeto, non possiamo concedere alcun asilo perche’ non riteniamo che in Italia vi siano i pressupposti per definirla discriminatoria”, ha concluso il diplomatico.

Orbene, è dunque d’uopo procedere con ulteriore invio di email…

ambespit@mail.mae.es, consuladonapoles@jumpy.it, cgespmilano@mail.mae.es, cgesprom@mail.mae.es

segreamb.ambmadrid@esteri.it, segreteria.ambmadrid@esteri.it, giuliana.delpapa@esteri.it, federica.sereni@esteri.it, emanuele.rozosordini@esteri.it

Oggetto: Richiesta di riconoscimento dello status di rifugiato

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All’Ambasciata di Spagna in Italia, Roma
Ai Consolati di Spagni in Italia, Sedi

e p. c.
All’Ambasciata d’Italia in Spagna, Madrid

Spettabili Uffici,

Vi scrivo per avanzare domanda di asilo politico presso il Vostro Stato, in quanto, in base alla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea del 2000 (e a tutte le sue successive modifiche ed integrazioni), ritengo che la mancanza di riconoscimento di alcuni precisi diritti della persona da parte dello Stato di cui sono Cittadino, mi configuri come persona discriminata in quanto omosessuale, quindi discriminata in base al mio orientamento sessuale e “per la mia appartenenza ad un determinato gruppo sociale”.

Nello specifico, ritengo violati dall’ordinamento Italiano:

  • Articolo 6 (Diritto alla libertà e alla sicurezza), in quanto la mia libertà di scelta, ovvero autodeterminazione, in materia di affettività incontra ostacoli precisi alla sua realizzazione.
  • Articolo 7 (Rispetto della vita privata e della vita familiare), in quanto non mi è consentito costruire una famiglia riconosciuta dallo Stato sulla base di una legislazione relativa al matrimonio civile o ad altra forma di unione di tipo familiare.
  • Articolo 9 (Diritto di sposarsi e di costituire una famiglia), in quanto tale diritto pur riconosciuto in molti Stati dell’Unione mi è precluso in Italia e non sono parimenti riconsciuti né trascrivibili i matrimonio contratti in altri Stati dell’Unione se i coniugi sono dello stesso sesso. Parimenti, non esistono istituti di tipo analogo a quelli previsti all’estero per le unioni civili diverse dal matrimonio civile.
  • Articolo 20 (Uguaglianza davanti alla legge), in quanto per lo Stato italiano le persone omosessuali in Italia non esistono, ma sono private di alcuni diritti fondamentali.
  • Articolo 21(Non discriminazione), in quanto nello Stato Italiano le persone omosessuali e le coppie che essi formano, ovvero le coppie di persone di sesso diverso convivneti, non godono di piena parità rispetto alle coppie di persone di sesso diverso, unite in matrimonio, con grave pregiudizio anche dei diritti e delle tutele dei loro figli.
  • Articolo 33 (Vita familiare e vita professionale), in quanto non è garantita la protezione delle famiglie non fondate sul matrimonio, quindi sono sutomaticamente escluse le famiglie formate da persone dello stesso sesso.

In base all’articolo Articolo 52 (Portata dei diritti garantiti), la limitazione di fatto all’esercizio dei diritti e delle libertà riconosciuti dalla presente Carta sono arbitrarie, non fondate su leggi dello Stato Italiano e sono in contraddizione lampante con la Costituzione della Repubblica Italiana. Inoltre non sono ispirate al  principio di proporzionalità, e non sono necessarie né rispondenti a finalità di interesse generale riconosciute dall’Unione ovvero all’esigenza di proteggere i diritti e le libertà altrui.

Per tutto quanto sopra essendo evidente lo stato di persona discriminata in fatto ed in diritto nello Stato di cui sono Cittadino, appellandomi alla Carta e ad ogni altro Trattato o Convenzione vigente nel territorio dell’Unione Europea, chiedo che mi sia riconosciuto dalla Spagna lo status di rifugiato in quanto ritengo di trovarmi in una condizione peggiore di quella del perseguitato per motivi di appartenenza ad un determinato gruppo sociale, essendomi impedito il libero esercizio dei diritti precedentemente elencati.

In attesa di un vostro riscontro





Mai più senza!

3 02 2010

“Vai ad usarla” = “Vai a cagare”

Non ho idea del nome della figura retorica, ma Maddalena è GENIALE!

D’ora in poi, mai più senza carta igienica in giro: un po’ perché può sempre servire a ciascun* di noi, ma perché SICURAMENTE troveremo nel quotidiano peregrinare qualcuno che non potremo non invitate ad andarla ad usare!





Domande su dio (con la minuscola)

31 01 2010

Il 27 gennaio, giorno della memoria, sono intervenuto come moderatore in un’iniziativa intitolata Cuore Sacro: comunità lgbtqi e spiritualità, organizzata da We have a dream e Nuova proposta. Dal dibattito con il pubblico sono venute fuori alcune domande (per opera di Mauro Cioffari… noto domandatore seriale) su dio.

Ecco, fra il serio ed il faceto, le mie risposte (le domande sono sintetizzate, se Mauro le scrive le correggo!):

  1. Dio esiste?
    O si, certo. E’ femmina e si fa un sacco di risate dondolando la testa e domandandosi se ne era proprio necessario…
  2. E’ immanente o trascendente? (ovvero è fra noi o no)
    Si guarda bene dal farsi vedere troppo in giro, avendo capito che siamo piuttosto pericolosi; l’ultima volta che ha mandato il figlio in avanscoperta (padre degenere…) glielo abbiamo seccato sulla croce e ci deve essere rimasto parecchio scottato.
  3. Esiste l’anima e dove finisce quando muoriamo?
    Qualunque cosa sia, torna da dove è venuta.
  4. Le grandi religioni pretendono tutte di avere l’unica verità. Ma esiste una verità assoluta?
    Le religioni sono delle fregature pazzesche

comunità GLBTQI e spiritualità





Praitano su Cuccarini

31 01 2010

In tutta evidenza, dalle parti del Mario Mieli si comincia a capire l’importanza di guardare a quel che accade nella rete.

Dopo la discussione che ha occupato le ultime ore della settimana uscente e questo week end, sollecitata evidentemente in modo più forte del solito e anche da persone molto vicine, Rossana Praitano ha ritenuto di chiarire tempestivamente l’accaduto con una nota pubblica.

Anticipo che la ritengo del tutto insufficiente a chiarire gli aspetti politici della faccenda, giacché si pone una domanda e dà una risposta che non sono sincronizzate con l’andamento della discussione in rete, ma tant’è, occorre dare tempo al tempo.

La verbosa narrazione, gira sostanzialmente su due punti chiave:

  1. perché venerdì 29 gennaio Muccassassina abbia ospitato Lorella Cuccarini
  2. il rispetto per le idee della Cuccarini

Il perché volesse esserci, è del tutto evidente: chiarire le sue posizioni rispetto all’intervista su Vanity Fair. Era utile? Non so, ma se lo ha ritenuto la Cuccarini, bene ha fatto il Mieli a dare spazio alla richiesta. Quindi, sia chiaro, personalmente ritengo che il Mieli, nei suoi spazi fa come vuole e si organizza come meglio crede.

Meno convincente tutta la filippica sull’interpretazione del Cuccarini-pensiero, sostanzialmente giocato su un equivoco che mi pare assai strano sfugga all’abile ragionare di Rossana Praitano. E il tutto si gioca sul tema della laicità.

La Cuccarini è in un errore clamoroso, perché confonde il matrimonio religioso con quello civile. E non sa la differenza, in tutta evidenza, fra matrimonio religioso tout court e matrimonio concordatario (per limitarci alla confessione cattolica romana). Per lo Stato esiste solo il matrimonio contratto con particolari formule che attestano indiscutibilmente la volontà degli sposi di unirsi in matrimonio davanti alla legge. Che questo accada in una chiesa o nella sala dei matrimoni di un comune, davanti alla legge è del tutto indifferente. Quindi deve essere chiaro che il matrimonio NON E’ UN IMPEGNO RELIGIOSO DAVANTI A DIO, MA UN IMPEGNO “CONTRATTUALE” DAVANTI ALLA LEGGE e dunque allo Stato. Per inciso, si dica alla Cuccarini che la Chiesa Vetero Cattolica dell’Unione di Utrecht e altre Chiese Cristiane non Cattoliche già da tempo hanno radicalmente assunto una posizioni di piena apertura e benedicono le unioni fra persone dello stesso sesso che, per quanto appena detto HANNO VALORE SOLO SUL PIANO RELIGIOSO, DAVANTI ALLO STESSO DIO, MA NON PER LO STATO, DATO CHE NON è POSSIBILE TRASCRIVERE QUELLE UNIONI ALLO STATO CIVILE.

Quindi, la Cuccarini è contraria al matrimonio RELIGIOSO di rito CATTOLICO ROMANO fra persone dello stesso sesso. Bene gli do una bella notizia: non tema, perché nel movimento lgbtqi, non lo ha mai chiesto nessuno (a meno di posizioni sul tema da parte delle associazioni “di categoria”), perché siamo talmenti civili da non voler imporre alla chiesa cattolica romana una posizione che essa non condivide nel suo ordinamento indipendente e sovrano (lo dice la Costituzione…).

Ora, tutto il resto sono inutili chiacchiere e io mi sento di bollare come assolutamente incoerente il comportamento del Mieli, attraverso la sua presidente, dopo che tali opinioni sono state espresse in casa del Circolo. Con tutto il rispetto, Cuccarini, dopo quell’uscita avrebbe dovuto essere gentilmente accompagnata alla porta, con la preghiera di non farsi vedere da quelle parti per un bel pezzo.

Perché? Per il semplice e adamantino fatto che non si va in casa di una categoria discriminata a giustificare la discriminazione. Se Rosa Parks, si fosse fatta abbindolare e avesse deciso di alzarsi perché stava seduta su un sedile dove non doveva trovarsi, la storia del movimento di liberazione dei Neri d’America non sarebbe stata la stessa.

E nessuno avrebbe potuto accusare il Mieli di usare un atteggiamento censorio, dato che lo spazio per chiarire era stato dato. Quindi, il comportamento del Mieli, per tramite della sua presidente, non è stato laico, ma fortemente inopportuno ed incoerente con le rivendicazioni del movimento lgbtqi in Italia.

Mi domando, se la dirigenza del Mario Mieli comprenda che le azioni parlano da sole e parlano una lingua semplice, che non ha bisogno di lunghi comunicati di spiegazione. Tollerare la presenza a Muccassassina della Cuccarini dopo la vagonata di idiozie che ha pronunciato offendendo l’intera comunità lgbtqi era la cosa più sbagliata che si potesse fare e che come tale è stata interpretata.

In sostanza, “noi” rispettiamo la fede e le idee della Cuccarini e lei piscia sul nostro status di persone discriminate e lo fa in casa “nostra”: una vera vittoria!





Cuccarini, per Repubblica tutto a posto

30 01 2010

Lettera inviata alla redazione di Repubblica.it…. così, per amore di chiarezza e di informazione…

… e adesso confortata anche dalla pubblicazione di un video che lascia poco spazio alle interpretazioni e che vale veramente la pena di vedere.

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Gent. Dr. Smorto,

Appare oggi su Repubblica.it . Roma (http://roma.repubblica.it/multimedia/home/22788498/1/6) la notizia che:

“Lorella Cuccarini è stata ospite della comunità gay, lesbica e trans di Roma in occasione di una festa organizzata da Muccassassina. La soubrette ha passato la serata a ballare e cantare nella discoteca Qube. E’ salita sul palco e ha presentato il suo spettacolo” Il Pianeta Proibito Rock musical”, cantando dal vivo canzoni tratte dal musical: “Holiday” di Madonna, “Dance” di Jamiroquai e “Celebration” di Kylie Minogue”.

Credo sia opportuno precisare che la Signora Cuccarini è stata ospite di Muccassissina, serata collegata al Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli. Trattasi appunto di una serata in discoteca, collegato ad un’associazione lgbtqi e non è pertanto rispondente al vero che la Signora Cuccarini è stata ospite della comunità gay, lesbica e trans di Roma.

Inoltre, sarebbe opportuno anche riportare che la Signora Cuccarini, avendo ribadito alcune sue posizioni precedentemente espresse rispetto al valore del matrimonio che porterebbero a concludere che il matrimonio e l’adozione non possono essere ammissibili per le persone omosessuali è stata sonoramente fischiata e sopraffatta dalle proteste espresse dagli astanti che, per tutta risposta, sono stati tacciati di essere intolleranti.

Confido in un suo intervento chiarificatore e mi metto a disposizione sua della sua redazione.
Con viva cordialità,
Guido Allegrezza, Roma